Il polline… Ogm non piace alle api

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Greenpeace ricorda come la coltivazione degli Ogm minacci sia la biodiversità agricola sia la libertà di scelta dei consumatori

«È di tutta evidenza che alle api le coltivazioni Ogm non piacciono e dobbiamo difendere, come per i consumatori, anche il loro diritto di scelta», commenta ironicamente Federica Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace, la grave notizia secondo cui nei campi Ogm si è verificata una forte riduzione del numero delle api presenti e un altrettanto forte deficit nell’attività di impollinazione.

Greenpeace ricorda come la coltivazione degli Ogm minacci sia la biodiversità agricola sia la libertà di scelta dei consumatori.

Un recente rapporto dell’organizzazione ambientalista, sulla base di analisi di laboratorio e campionature in quaranta campi di mais spagnoli, convenzionali e biologici, dimostra l’impossibilità della cosiddetta «coesistenza».
In almeno un quarto dei casi si è registrata la contaminazione non voluta con Ogm. In alcuni casi, la contaminazione è arrivata addirittura a percentuali del 12,6 per cento. In molti casi gli agricoltori hanno subito perdite economiche, non riuscendo più a vendere il mais contaminato al prezzo concordato per le varietà non transgeniche e biologiche.
In ben tre casi analizzati sono state contaminate varietà locali di mais, frutto di anni di selezione che ora non potranno più essere impiegate.

– Il rapporto di Greenpeace sulla coesistenza

(Fonte Greenpeace)
(03 Gennaio 2007)