Riduzione CO2 – Strappo della Merkel

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Nota degli Amici della Terra: «dichiarazioni contrarie ai principi fondanti dell’Unione europea»

L’associazione Amici della Terra esprime grave preoccupazione per la presa di posizione del cancelliere Merkel, presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, a difesa degli interessi particolari e nazionali dell’industria automobilistica tedesca e contraria alla proposta del Commissario Dimas di puntare ad un obiettivo comunitario di 120 gCO2/km come media per l’intera industria automobilistica.
Rosa Filippini, Presidente dell’associazione Amici della Terra e Andrea Molocchi, responsabile del settore trasporti dell’Associazione dichiarano: «La posizione della Merkel non solo cade come un macigno sulla possibilità effettiva di conseguire l’obiettivo comunitario recentemente dichiarato di ridurre le emissioni del 20% al 2020, ma sorprende e diffonde vive preoccupazioni per il futuro dell’unità europea, considerato che la presidenza di turno dovrebbe assicurare la massima imparzialità ed astenersi da prese di posizione a difesa di interessi nazionali ed in contrasto con principi fondanti l’Unione, come ?Chi inquina Paga?».
Le analisi condotte dagli Amici della Terra sui dati relativi al posizionamento dei produttori rispetto all’obiettivo dei 120 gCO2/km dimostrano che l’obiettivo proposto da Dimas dei 120 g/km come media dell’intero mercato è realistico e flessibile, in quanto non costringe né i singoli modelli di auto a raggiungere i 120 g, né i singoli produttori a realizzare una media di 120 g/km sulla propria gamma. I produttori di auto di grossa cilindrata avrebbero la possibilità di scegliere se realizzare quegli investimenti in efficienza che non hanno effettuato per un decennio di accordo volontario, oppure ricorrere all’acquisto di permessi di emissione dai produttori più efficienti, come la Fiat, che risulta al primo posto fra i costruttori.
Peraltro, va evidenziato che l’obiettivo dei 120 gCO2/km è conveniente per la collettività in virtù dei benefici sociali derivanti dai risparmi nelle spese di carburante e dai costi evitati per la collettività sotto forma di gas serra, incidenti, rumore e congestione: un complesso di costi evitati che sopravanza i maggiori costi dei modelli a basse emissioni, limitati a pochi punti percentuali del prezzo attuale.
La proposta della Merkel di introdurre standard differenziati per segmento automobilistico è profondamente iniqua, in quanto costringerebbe chi già è efficiente a implementare tecnologie molto innovative e costose, mentre consentirebbe ai produttori delle costose auto di fascia alta di limitarsi a interventi più convenzionali e a basso costo.
«Il fatto grave della proposta della Merkel – sottolineano Filippini e Malocchi – è che gli standard differenziati rispondono ad un modello di giustizia sociale basato sulla prevaricazione (premia chi inquina di più e provoca maggiori costi esterni), mentre l’obiettivo dei 120 g/km è equo perché rappresenta la piena applicazione del principio ?chi inquina paga? su cui si fonda la politica ambientale europea: con allocazioni di permessi uguali per tutti, i produttori pagherebbero in relazione al livello di performance ambientale dei propri modelli».

(Fonte Amici della Terra, Via Torre Argentina 18, 00186 Roma, Tel 39 06 6868289 ? 066875308 – Fax 68308610, walterb@amicidellaterra.itwww.amicidellaterra.it)