Alla scoperta delle specie che vivono… dietro casa

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Nelle oasi Wwf e nelle riserve dello Stato vivono specie che la scienza non conosce. Le ultime scoperte svelano «nuove» farfalle, tartarughe, cavallette

Stando al Millennium Ecosystem Assessment (la valutazione sugli ecosistemi voluta dall’Onu), dagli anni 50 l’Europa ha perso oltre la metà delle zone umide e dei terreni agricoli a più alto valore naturalistico, mentre sono seriamente minacciate di estinzione altissime percentuali di uccelli (43%), lepidotteri (45%), anfibi (30%), rettili (45%), pesci di acqua dolce (52%) oltre che circa 800 specie vegetali.
Ma ci sono luoghi in cui la vita va avanti. Dalle Oasi Wwf (35.000 ettari di natura protetta su tutto il territorio italiano), e dalle Riserve naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato (altri 90.000 ettari) la scoperta nell’ultimo anno di nuove specie animali finora sconosciute alla scienza è una notizia che invita a riflettere e conferma l’importanza di tutelare i nostri ambienti naturali insieme al successo di un’azione portata avanti da più di quarant’anni.

L’ultima scoperta è una grande cavalletta, la Platycleis (Decorana) drepanensis, individuata dal prof. Bruno Massa nella Riserva Naturale Wwf Saline di Trapani. Simile ad alcune specie presenti in Nord Africa occidentale e in Spagna era «nascosta» in un’area di soli 500 metri quadrati, ed è probabilmente per questo che nessuno l’aveva notata.
Importanti novità arrivano anche dalle farfalle, di cui l’Italia conserva una delle più ricche varietà d’Europa. L’entomologo Giorgio Baldizzone, studiando l’Oasi sarda di Monte Arcosu, ha individuato diverse nuove specie di microlepidotteri (tra cui Nemapogon arcosuensis e Oecogonia ceres, sulle quali stanno lavorando specialisti di tutta Europa) e il 19 maggio prossimo, in un Convegno ad Asti, presenterà in anteprima la Coleophora aleramica, una nuova bellissima farfalla verde, con apertura alare di 11 mm, che si nutre sui fiori tubolari del trifoglio rosso nell’Oasi piemontese di Valmanera.
Ed è ancora in Sicilia, nella Riserva del Lago Prèola-Gorghi Tondi vicino a Mazara del Vallo, che è stata riconosciuta una nuova specie di tartaruga palustre, l’Emys trinacris, grazie a moderne tecniche di genetica molecolare che, a partire dal 2002, hanno già permesso di identificare altre specie e promettono in futuro ulteriori novità.

Sarà questa natura meno visibile, spesso trascurata se non addirittura calpestata ad andare in scena per la Giornata delle Oasi il 20 maggio 2007. Una domenica da trascorrere nella natura delle aree protette gestite dal Wwf e nelle Riserve naturali del Corpo Forestale dello Stato. Visite gratuite, spettacoli, laboratori all’aperto, liberazione di animali e tante altre iniziative speciali organizzate per la grande festa della natura italiana.
La Giornata Oasi ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Ministero Pubblica Istruzione, Ministero Università e Ricerca, Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

PER LE SCUOLE

E da domani per la festa del microcosmo partirà la settimana delle Oasi per le scuole che anticipa la Giornata di domenica 20. Fino a sabato prossimo il Wwf ha organizzato visite guidate e attività per grandi e piccini, con escursioni serali per l’osservazione di lucciole e pipistrelli, percorsi sonori, terrari e teche per conoscere i piccoli abitanti della nostra natura.

DONAZIONE TRAMITE SMS

Anche per questa edizione si conferma la possibilità di contribuire al sostentamento delle Oasi Wwf facendo una donazione tramite Sms, per tutti i gestori mobili, al numero 48585 del valore di 1? (esente Iva) fino a lunedì 21 maggio.

I NUMERI DELLA PICCOLA BIODIVERSITA’

Il variopinto quadro offerto dalle Oasi Wwf, che ospitano moltissime altre specie rare o endemiche, ben rappresenta l’enorme ricchezza di piccola biodiversità presente sulla nostra penisola: sono 50mila le specie di invertebrati, rappresentate da miliardi di individui che costituiscono circa il 95% di tutti gli animali. Farfalle, lucciole e coccinelle, ragni e scorpioni, grilli, granchi e lumache, polpi, spugne, stelle marine e madrepore… Con le loro 37.000 specie gli insetti rappresentano il 67% degli animali italiani, ma anche per gli altri gruppi di invertebrati l’assortimento è vastissimo. Ma alla «piccola biodiversità» appartengono anche numerosi vertebrati, tra i quali Mammiferi (pipistrelli, toporagni), Anfibi (salamandrine, raganelle), Uccelli (scriccioli, fiorrancini), Rettili (lucertole, gechi), Pesci (bavose, cavallucci di mare) e il vasto mondo vegetale: 6.711 specie della flora italiana, tra indigene e naturalizzate, ripartite in 197 famiglie e 1.267 generi. Numeri che fanno balzare il nostro Paese in cima alla classifica europea con il maggior numero di specie, una ricchezza resa ancora più evidente se rapportata a una superficie complessiva non particolarmente estesa (301.302 kmq).

Il Corpo forestale dello Stato ha in corso progetti per lo studio degli invertebrati in quattro riserve naturali statali: «Bosco della Fontana», «Guadine Pradaccio», «Orecchiella» e «Abetone» e si appoggia per questi studi a una rete europea di oltre sessanta specialisti.

Oltre al centinaio di oasi Wwf anche quest’anno saranno gratuitamente aperte al pubblico 41 Riserve Naturali gestite dal Corpo Forestale dello Stato, delle 130 esistenti, veri e propri concentrati di biodiversità, che sveleranno i segreti, gli angoli nascosti, le creature che di solito passano inosservate.

(Fonte Wwf)
(15 Maggio 2007)