Clima – L’Europa chiede ritocchi all’Italia per la CO[P]2[/P]

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L’assegnazione annua autorizzata di quote di emissione è stata fissata a 195,8 milioni di tonnellate di CO2. Nel piano italiano è del 6,3% superiore

La Commissione europea ha concluso la valutazione del piano nazionale italiano per l’assegnazione delle quote di emissione di biossido di carbonio (CO2) relative al periodo 2008-2012, nell’ambito del sistema UE di scambio delle quote di emissione (EU ETS). L’esecutivo europeo ha in termini generali accettato il piano dell’Italia, indicando tuttavia alcuni cambiamenti, il più significativo dei quali è la riduzione del quantitativo totale di quote di emissione proposto.
L’assegnazione annua autorizzata di quote di emissione è stata infatti fissata a 195,8 milioni di tonnellate di CO2. Nel piano proposto dall’Italia tale quota è del 6,3% superiore.
Commentando la decisione della Commissione, il commissario per l’ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: «L’Europa è impegnata con convinzione a conseguire gli obiettivi del protocollo di Kyoto e a fare del sistema di scambio delle quote di emissione uno strumento efficace per combattere il cambiamento climatico. La decisione odierna, come le precedenti, invia un forte segnale in questo senso».
I piani nazionali di assegnazione fissano per ciascuno Stato membro il limite dei quantitativi totali di CO2 che possono essere emessi dagli impianti che rientrano nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione e specificano il numero di quote di emissione di CO2 spettanti a ciascun impianto.
La Commissione è responsabile della valutazione dei piani nazionali proposti dagli Stati membri sulla base di 12 criteri di assegnazione indicati nella direttiva sullo scambio di quote di emissioni (direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2004/101/CE). La Commissione può accettare un piano parzialmente o integralmente.
Sinteticamente, le altre modifiche richieste al piano nazionale italiano sono le seguenti: fornire maggiori informazioni sul trattamento che verrà riservato ai nuovi soggetti che entreranno nel sistema di scambio delle quote di emissione; inserire nel piano nazionale gli impianti di combustione (ad esempio gli impianti di cracking); eliminare diversi adeguamenti ex-post previsti dal piano proposto; ridurre il quantitativo massimo totale dei crediti di emissione concessi a titolo di progetti che rientrano nel protocollo di Kyoto, eseguiti in paesi terzi. Questi infatti non devono superare più del 15% circa del totale annuo. (db)

(Fonte Q&C Newsletter)
(16 Maggio 2007)