I Livelli Essenziali di Tutela Ambientale (Leta)

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Tra i temi oggetto del confronto attuale, a livello nazionale e regionale, quello del finanziamento delle Agenzie per la protezione dell’ambiente è particolarmente importante e delicato, anche perché in questi anni le politiche per il
decentramento amministrativo e per la riforma della finanza pubblica hanno subito un importante processo evolutivo in
direzione di un maggior decentramento dei poteri regolamentari e amministrativi e di un finanziamento autonomo del governo decentrato.
Su questo tema si innesta il lavoro di approfondimento
svolto ormai da diversi anni da parte dell’Onog (Osservatorio
Nazionale sull’Organizzazione e sulla Gestione delle Arpa – Appa)

L’aspetto indagato, di grande attualità per
la Pubblica Amministrazione italiana, è
stato affrontato in modo del tutto innovativo,
volendo giungere alla identificazione dei cosiddetti
Livelli Essenziali di Tutela Ambientale (LETA).
Il concetto di LETA viene utilizzato per la prima volta in
una ricerca condotta da Arpa Lombardia per conto di ONOG
sulle necessità di finanziamento del Sistema agenziale
per individuare il livello?soglia? di tutela ambientale da
garantire in modo univoco sul tutto il territorio nazionale.
Successivamente l’ONOG ha sviluppato un progetto
specifico – tutt’ora in corso – il cui coordinamento generale
è affidato ad Arpa Emilia Romagna, affiancata da Arpa
Toscana, con altre agenzie regionali partecipanti.
Questo progetto ha come obiettivi : l’analisi delle modalità
e delle forme di sostentamento economico del Sistema
Agenziale nelle diverse realtà regionali, anche in rapporto
agli aspetti legislativi ed economico-finanziari della spesa
in campo ambientale in Italia. Quindi sono esaminati i
Livelli Essenziali di Tutela Ambientale e l’Analisi dei
costi: definizione, quantificazione e determinazione di
Leta per il Sistema Agenziale, con analisi della struttura
dei costi delle attività per stimare l’ammontare della quota
minima di finanziamento delle Agenzie e correlazioni fra
finanziamento e attività istituzionali.
Il percorso delineato dal progetto prevede come punti cardine, da un lato, la definizione, attraverso un ampio set di indicatori ambientali e socioeconomici, di un indice territoriale
sintetico rappresentativo del quadro dei determinanti che
influiscono in via diretta o indiretta sulla domanda di prevenzione e controllo incidente sulle Agenzie, dall’altro,
l’analisi e l’individuazione di tipologie ed entità di prestazioni
che le stesse debbono assicurare con riferimento ai
dettami normativi ed alle istanze territoriali locali.
I Livelli Essenziali di Tutela Ambientale (Leta) hanno la
funzione fondamentale di garantire la uniformità di godimento
dei «diritti civili e sociali» alla tutela dell’ambiente da parte di tutti i cittadini sul territorio nazionale (prevista dalla Costituzione all’art.117 II comma,lettera m), in analogia
con quanto si sta facendo per salute, assistenza sociale,
istruzione, sia pure con profonde differenze nei tempi e nei
modi che rispecchiano le specificità e le diversità di maturazione del problema nei vari settori, oltre che nel rispetto dei vincoli di bilancio pubblico.
L’introduzione dei Leta è la premessa indispensabile per
poter procedere all’individuazione di criteri idonei per il
trasferimento dallo Stato alle Regioni del finanziamento
pubblico a copertura di prestazioni che consentano il raggiungimento di una soglia di tutela ambientale, comune a
tutto il territorio nazionale e per la determinazione del fabbisogno aggiuntivo autonomamente deciso e finanziato dalle Regioni.
La determinazione del fabbisogno complessivo e la ripartizione a livello territoriale della spesa per i controlli ambientali devono avvenire in un quadro di obiettivi e di criteri di programmazione concordati e condivisi tra Stato e Regioni, mutuando il modello già adottato per la salute, sia pure nei limiti del diverso ordinamento vigente in materia di salute e di tutela degli ecosistemi.
Il disegno unitario e condiviso su cui oggi si muove il Sistema agenziale prevede i seguenti passaggi:
– introduzione di strumenti di rilevazione analitica in grado di interfacciare le rilevazioni dei dati sulle attività (utilizzando indicatori tecnico-scientifici secondo lo schema Dpsir) con i dati di contabilità economicofinanziaria, per tipologie di intervento e per matrice ambientale;
– determinazione sistematica del fabbisogno finanziario per centri di spesa (o di costo) attraverso la rilevazione delle
attività caratteristiche e la applicazione di costi standard ai processi precedentemente definiti;
– individuazione dei livelli essenziali di tutela dell’ambiente
(Leta) per garantire la uniformità di prestazioni su tutto il
territorio nazionale;
– proposta di attribuzione del finanziamento a copertura dei
Leta ? secondo parametri e indicatori territoriali ? e individuazione dei canali di finanziamento per la attuazione di
programmi regionali, nel rispetto delle prerogative attribuite
ai diversi livelli di governo.
Nel «3° Rapporto Benchmarking. Le Agenzie ambientali
a confronto» recentemente pubblicato [dal quale sono tratte
gran parte delle considerazioni contenute in questa Arpatnews],
realizzato dall’Apat (Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici) con Onog, sono presentate una serie di tabelle frutto di elaborazioni
dei dati forniti dalle Agenzie, rapportati al territorio ed alle
pressioni ambientali che su questo si manifestano.
Le elaborazioni svolte sono state finalizzate a costruire delle rette di regressione. Se consideriamo un piano cartesiano, posti in ascissa gli indici di pressione ambientale (costruiti attraverso l’insieme dei determinanti) ed in ordinata le attività correlate delle diverse Agenzie (intese come risposta alla pressione ambientale stessa), si rappresenta con una retta (retta di regressione) la risposta potenziale di tutto il Sistema Agenziale per ciascuna attività.
Si è quindi assunto che questa risposta potenziale sia, per
ciascuna attività, la risposta ottimale espressa dal Sistema
Agenziale oggi, in base alle risorse disponibili e, quindi, un
dato importante in vista di un’auspicabile futura definizione
dei Leta a livello nazionale.