Azione di contrasto al traffico illecito di rifiuti

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Il 2 luglio 2007, si è concluso, con una sentenza di condanna (n.254), il processo di primo grado che ha interessato il titolare di una nota azienda di gestione di rifiuti del Mugello indagato per traffico illecito di rifiuti. Tutta la vicenda riguarda fatti accaduti negli anni 2001 e 2002. Durante tale periodo e successivamente fino al 2006, prima dell’inizio dell’iter processuale, i Tecnici della Prevenzione del Servizio Sub
Provinciale Mugello Piana di Sesto, hanno effettuato
tutta una serie di attività che hanno permesso alla
Magistratura di fare luce sull’intera vicenda. Arpa Campania, nel 2001 richiedeva ad Arpat di controllare il flusso di rifiuti derivanti dal trattamento di tritovagliatura che dalla regione Campania venivano trasportati presso una società del Mugello.
Tale richiesta nasceva dagli accertamenti effettuati in Campania da Arpac e dal N.o.e. dell’Arma dei Carabinieri, accertamenti nel corso dei quali erano state evidenziate alcune irregolarità.
Risulta opportuno, al fine di chiarire i termini della questione, contestualizzare tali fatti in relazione alla ennesima
emergenza rifiuti che, nell’anno 2001, aveva interessato la regione campana.
In data 19 marzo 2001 veniva stipulato un accordo tra i Presidenti delle Regioni Campania e Toscana ed il Commissario governativo per l’emergenza rifiuti in Campania in base al quale la Regione Campania era autorizzata allo smaltimento di rifiuti urbani al di fuori del territorio regionale e segnatamente in Toscana, per tempi determinati (due mesi
dal 19 marzo 2001 ) secondo le modalità che venivano
successivamente fissate in atti dirigenziali del Sub Commissario. Tale accordo si inseriva nella previsione normativa dell’art. 5 del D.Lvo ne 221997, che, fissando il divieto di esportazione extraregionale dei rifiuti solidi
urbani espressamente prevedeva tale possibilità in deroga.
I rifiuti giunti presso la Soc. del Mugello si collocavano
al di fuori degli accordi stipulati ed erano costituiti dalla frazione secca dei Rsu, ottenuta attraverso le operazioni di triturazione e vagliatura degli stessi Rsu ed erano stati classificati come rifiuti speciali codice Cer 150106.
In una occasione veniva peraltro rilevato dai tecnici dell’Arpa della Campania che durante il mese di Giugno ed i primi giorni di Luglio dell’anno 2001 l’impianto tritovagliatura del Comune di Salerno era stato fermo, e pertanto, conseguentemente, i R.s.u. tal quali erano stati conferiti alla Soc. del Mugello, sempre con il codice Cer 150106 relativo a rifiuti speciali. Questa dunque la base di partenza della lunga attività di indagine che ha permesso poi al Tribunale di
evincere con chiarezza il senso complessivo dellaintera vicenda, di cui la parte oggetto di causa altro non era se non un mero segmento. L’emergenza rifiuti in Campania non era certamente cessata all’esito dello scadere delle convenzioni stipulate tra le Regioni per il trasferimento fuori Regione
dei rifiuti urbani campani. Vi era una necessità di smaltire fuori Regione le tonnellate dei rifiuti urbani provenienti da una raccolta indifferenziata in elusione della normativa che
ne faceva divieto. Così come contestualmente vi era la impossibilità materiale di sottoporre tali rifiuti al trattamento
completo secondo norme di buona tecnica.
Nella realtà ciò che è stato smaltito altro non era che un rifiuto urbano proveniente da raccolta indifferenziata sottoposto ad una preliminare operazione meccanica che non ne mutava la natura e caratteristiche e finalizzata principalmente alla riduzione del volume. In questo quadro di gestione della emergenza rifiuti campana si è inserita la condotta dell’imputato, il quale ha organizzato il trasferimento prima in Toscana presso la propria ditta e successivamente presso altri intermediari e presso discariche ingenti quantitativi di quei rifiuti pre-trattati, utilizzando nei documenti di trasporto codici Cer identificativi di rifiuti speciali ma che non descrivevano affatto ciò che si trasportava.
Dato l’estremo interesse della vicenda che vedeva come oggetto del traffico illecito i rifiuti urbani provenienti dalla regione Campania, durante una delle numerose fasi dell’emergenza rifiuti, l’attività di indagine è stata effettuata in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente del nucleo di Firenze e nella prima fase di indagine anche con quello del Comando di Roma.
Gli stessi Carabinieri hanno coordinato l’attività di indagine svoltasi in varie regioni d’Italia. L’attività dei Tecnici del Servizio Sub Provinciale Mugello Piana di Sesto si è concretizzata all’inizio con una serie di appostamenti, svolti sia in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente del nucleo di Firenze sia autonomamente.
Successivamente sono state effettuate varie ispezioni sia all’interno della ditta oggetto dell’indagine sia in altre aziende di gestione dei rifiuti al di fuori della provincia di Firenze, anche queste effettuate congiuntamente con i Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente del nucleo di Firenze.
Durante queste ispezioni, oltre a documentare lo stato dei luoghi, fu acquisita un’ingente quantità di materiale documentale, costituito dai documenti di trasporto dei rifiuti che successivamente è stato elaborato a cura dei Tecnici del Servizio. Dopo questa fase, propedeutica alla comprensione
dei fatti è iniziata la corposa collaborazione con la Procura della Repubblica di Firenze, nella persona del P.M. dott. Giulio Monferini che oltre a disporre tutta una serie di interrogatori, svolti dai Tecnici del Servizio insieme ai Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente del nucleo di Firenze, dispose una lunga
serie di approfondimenti tecnico giuridici oltre ad ulteriori indagini di merito, volte alla comprensione della vicenda.
Questa fase, sicuramente la più lunga e complessa, come detto, si è protratta a fasi alterne, fino al 2006, ed è stata espletata oltre che con l’impegno degli stessi Tecnici del Servizio Sub Provinciale Mugello Piana di Sesto, anche con il costante e indispensabile supporto dell’Area della Direzione Tecnica di Arpat.