Vietate in UE le pellicce di cani e gatti

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La Lav: «Un gesto di civiltà politica ed etica da estendere anche ad altri animali ai quali le pelli vengono strappate mentre sono ancora vivi, come dimostrano le agghiaccianti immagini provenienti dai mercati cinesi»? Le tappe di una legge di civiltà

La Lav plaude all’adozione finale da parte del consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea, del Regolamento relativo al divieto all’importazione e al commercio di pelli di cani e gatti nei Paesi UE, approvato questa mattina all’unanimità e sostenuto, durante tutto l’iter, anche dal Governo italiano, con il ministero della Salute. L’Unione Europea si unisce quindi a Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera, che avevano già bandito il commercio di tali pelli, utilizzate come inserti nei prodotti di abbigliamento e di alcuni giocattoli.

Finora solo cinque dei 27 Paesi che compongono l’Unione, avevano bandito le pellicce provenienti dall’uccisione di