Contaminati prioritari, emergenti e sostanze pericolose nell’ambiente acquatico

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Presentati recentemente i dati elaborati dal Gruppo di Lavoro Apat-Arpa-Appa relativamente ai risultati dell’attività di monitoraggio effettuata dalle Agenzie ambientali italiane nel corso 2003 sulle acque, per la ricerca di residui di pesticidi considerati pericolosi e prioritari

Nel corso del recente Workshop organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità sul tema «Contaminati prioritari, emergenti e sostanze pericolose nell’ambiente acquatico» il collega Alessandro Franchi, ha presentato quanto elaborato dal Gruppo di Lavoro Apat-Arpa-Appa «Fitofarmaci» relativamente ai risultati dell’attività di monitoraggio effettuata dalle Agenzie ambientali italiane nel corso 2003 sulle acque, per la ricerca di residui di pesticidi considerati pericolosi e prioritari ai sensi del DM 367/03. I dati si riferiscono a indagini su acque superficiali per 579 corpi idrici, 1.002 punti di prelievo, e 6.754 campioni e a indagini su acque sotterranee per 4.460 punti di monitoraggio e 6.598 campioni. Un totale quindi di 13.352 campioni per oltre 150.000 misure effettuate. Delle 58 sostanze indicate dalla norma le Agenzie ambientali, anche se in maniera diversificata fra regione e regione, sono in grado di ricercarne 56, assicurando un buon grado di copertura.
In estrema sintesi, la maggior parte delle misure positive riguarda atrazina e simazina, solo sporadici i casi positivi relativi ai clororganici «storici», a dimostrazione che queste sostanze, se presenti, non tendono ad accumularsi nelle acque, ma piuttosto nel biota e nei sedimenti. Per valutare la qualità della matrice «acqua», almeno nel nostro paese, è necessario spostare l’attenzione anche su altre sostanze quali ad esempio terbutilazina (compreso il suo principale metabolica), metolaclor, diclobenil metabolita), bromacile, oxadiazon, esazinone, molinate ecc. i cui rilevamenti nelle acque risultano frequenti e diffusi. Nello stesso tempo è necessario incrementare le misure per alcune sostanze probabilmente ancora poco indagate in Italia ( Nel corso del workshop sono stati affrontati altri numerosi aspetti riguardanti l’evoluzione normativa e tecnica in questo settore, altri contaminanti pericolosi ai sensi del DM 367/03 come gli alchilfenoli, e alcuni dei cosiddetti contaminanti emergenti della risorsa idrica, i farmaci. Tutte le relazioni del workshop saranno presto disponibili sul sito web dello Istituto Superiore di Sanità.

(Fonte Arpa Toscana)