Piano d’azione per la prevenziione e riduzione della produzione di rifiuti in Provincia di Firenze

80

Nei giorni scorsi l’Amministrazione Provinciale di Firenze ha
presentato il «Piano d’azione per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti in Provincia di Firenze» ed il bando per l’assegnazione di contributi per la realizzazione di iniziative di prevenzione e riduzione della produzione
di rifiuti

La Provincia di Firenze ha individuato come obiettivo fondamentale per una gestione sostenibile dei rifiuti la prevenzione e la riduzione della loro produzione.
Al fine di incentivare iniziative volte al raggiungimento di tale
obiettivo questa Amministrazione è stata messa a disposizione la somma di ? 324.00,00 da assegnare sotto forma di cofinanziamento di progetti, fino a un massimo del 70% del costo, e finanziate per la restante parte dai soggetti interessati. L’obiettivo regionale per il quale anche la Provincia di Firenze è impegnata, è quello della riduzione
della produzione di rifiuti del 15% rispetto al dato del 2004, e questo obiettivo è stato anche recepito dal recente protocollo d’intesa per l’area Firenze-Prato-Pistoia, sottoscritto dalla Regione e dagli enti locali interessati.
Davanti al dato di produzione annua di rifiuti per abitante ? oltre 670 chili ? la Provincia aveva del resto già assunto e
pianificato un preciso impegno di lavoro orientato in tal senso.
Il Piano di azione per la prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti in provincia di Firenze, elaborato nell’ambito del percorso di Agenda 21 provinciale e
approvato dal Consiglio Provinciale con delibera n. 203
dell’11.12.2006.
Il Piano è stato messo a punto dal gruppo di lavoro costituitosi
nell’ambito del percorso di Agenda 21 con il progetto
In.Nova ? Interventi Innovativi per la prevenzione degli impatti ambientali (avviato nel giugno 2005 e concluso nel novembre 2006) e poi approvato dal consiglio provinciale e co-finanziato dalla Regione Toscana.
L’obiettivo è quello di attuare alcune delle misure contenute
nel Piano di Azione Locale condiviso dal Forum di Agenda 21 e
dall’Amministrazione provinciale. L’attenzione si è concentrata su due temi in particolare: la riduzione dei rifiuti (azione P3.1 del Piano di Azione) e la registrazione Emas territoriale (azione P2.1 del Piano di Azione).
Per ciò che riguarda la riduzione dei rifiuti, il progetto In.Nova si è articolato sulla base di alcune attività elementari:
la costituzione di un gruppo che coordinasse e gestisse la linea d’azione; la valutazione dell’efficacia delle politiche provinciali in materia di riduzione dei rifiuti; il rafforzamento
delle politiche; la comunicazione e la sensibilizzazione dei cittadini e delle imprese. Nella prima fase del progetto è stata
fatta una ricognizione della consistenza e dell’evoluzione dei flussi di rifiuti in provincia di Firenze, delle iniziative presenti sul territorio provinciale nell’ambito della prevenzione e della riduzione dei rifiuti, delle azioni e delle buone pratiche per la prevenzione a livello non solo nazionale ma anche europeo.
Sulla base dell’analisi dei dati raccolti il gruppo di lavoro ha definito le linee guida in termini di ipotesi progettuali da perseguire sul territorio, articolandole secondo la tipologia del soggetto attuatore e sviluppandole in schede sintetiche nelle quali vengono indicati gli obiettivi, i soggetti responsabili e i
possibili partner di progetto, le risorse necessarie, le fasi e le azioni di progetto ed esempi di interventi realizzati da altri operatori del settore.
Fra i soggetti chiave di una strategia volta alla minimizzazione dei rifiuti vengono individuati in primo luogo gli enti pubblici (Comuni, Provincia). Viene dunque suggerita la lettura del
decalogo di buone pratiche per gli enti locali finalizzate alla riduzione della produzione di rifiuti, un complesso di proposte rivolto anzitutto ai Comuni del territorio dell’Ato n. 6 (Provincia
di Firenze con l’esclusione del Circondario Empolese Valdelsa), ma anche ai Comuni dell’Ato 5 per il territorio di
competenza provinciale. Anche il settore produttivo (industria,
artigianato, attività di servizio) può avviare iniziative efficaci, soprattutto attraverso il ricorso a sistemi di imballaggio
innovativi per il trasporto dei prodotti. L’attività amministrativa e di gestione delle sedi delle aziende, invece,
incide sulla produzione di rifiuti soprattutto per industrie e attività artigianali di una certa consistenza; in questi casi si propone dunque di intraprendere iniziative quali gli acquisti
verdi e la riduzione del consumo di carta da parte degli ufficio ? iniziative valide già per gli enti pubblici.
Per quanto concerne invece le proposte progettuale rivolte alle associazioni, ci si è concentrati particolarmente su quelle iniziative che possono unire ai buoni risultati in termini di riduzione dei rifiuti anche una forte valenza sociale: l’obiettivo è creare nuove possibilità di lavoro e promuovere i diritti
di cittadinanza per persone e realtà impegnate nell’uscita dalla marginalità sociale (per esempio, i mercati dell’usato,
il recupero e la distribuzione di cibo e così via). Sul territorio provinciale sono già state rilevate buone pratiche in proposito:
a partire da qui viene quindi sottolineata la validità dei centri e dei progetti di recupero delle merci (soprattutto alimentari) rimaste invendute o non consumate.
Anche il settore del commercio, infine, appare in grado di assumere un ruolo fondamentale, per esempio attraverso
la promozione i prodotti a basso contenuto di imballaggi o l’ottimizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti propri e dei fruitori.
In questo contesto, particolarmente rilevante risulta il peso della media e della grande distribuzione, ma anche il
contributo della piccola può essere significativo, soprattutto per ciò che riguarda l’efficacia educativa e dimostrativa di certe pratiche, che si fonda su un rapporto più ravvicinato tra l’operatore e l’utente.
La qualificazione dell’offerta di prodotti e servizi sul piano della sostenibilità può servire a caratterizzare gli operatori del piccolo commercio, accrescendone la competitività rispetto
alla media e alla grande distribuzione.