Clima – In 9 oasi Wwf si studiano le chiome

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Si è concluso il corso di formazione nell’Oasi Wwf Lago di Burano a cura del Corpo Forestale dello Stato

Saranno anche gli alberi di nove oasi forestali Wwf sparse su tutta la penisola a fornire i dati utili per monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema forestale italiano ed elaborare una modalità di gestione adattativa

Il progetto Conecofor (CONtrollo ECOsistemi FORestali) del Corpo forestale dello Stato, avviato nel 2008 anche nelle Oasi Wwf, prosegue anche quest’anno con l’attività di monitoraggio all’interno di 9 Oasi sparse in tutta Italia, come parte della rete nazionale verrà monitorato lo stato di salute degli alberi attraverso una valutazione annuale delle chiome. Tale progetto rappresenta una parte del Programma Osservatorio Clima, che il Wwf Italia sta realizzando su base nazionale, insieme a altri partner scientifici, quali Università della Tuscia, Università di Roma 3, Museo Civico di Zoologia di Roma e, come partner tecnico, Microsoft.

A seguito del primo corso intensivo, svolto presso la scuola del Corpo forestale dello Stato di Rieti nell’estate 2008, gli operatori delle oasi hanno selezionato gli alberi da monitorare compilando per ogni singolo albero la relativa scheda, controllando lo stato delle chiome, la presenza o meno di patologie, l’entità delle fioriture insieme ad altri dati.

Anche quest’anno, il 20 e 21 luglio presso la Riserva naturale dello Stato e Oasi Wwf Lago di Burano si è svolto il corso di aggiornamento per gli operatori, curato e realizzato dal personale della divisione 6^ dell’Ispettorato Generale del Cfs, responsabile dei programmi di monitoraggio ambientale, per perfezionare gli strumenti e i metodi di controllo previsti dal protocollo di monitoraggio.

Le oasi coinvolte sono Macchiagrande nel Lazio, Bosco Rocconi, Orbetello e Burano in Toscana, Vanzago e Valpredina in Lombardia, Le Cesine in Puglia, Astroni in Campania e Monte Arcosu in Sardegna.

«Le Oasi del Wwf – più di 100 disseminate su tutto il territorio nazionale – sono laboratori naturali dove è normale “leggere” i cambiamenti climatici in atto, dove è possibile sperimentare azioni sia di mitigazione sia di gestione adattativa – dice Antonio Canu, direttore di Wwf Oasi -. L’Italia sta cambiando faccia e i segnali li stiamo monitorando anche attraverso il progetto Conecofor, oltre che per esempio, lo studio dei lepidotteri notturni, quello sugli anfibi e le minacce che insistono sulle dinamiche di popolazione. Sono tutti fenomeni che osserviamo e studiamo nell’ambito del progetto Osservatorio e non fanno altro che confermare l’innalzamento della temperatura nel nostro paese».

Dall’osservazione delle trasformazioni in atto dovute al riscaldamento globale appare chiaro che, fin da subito, è necessario impegnarsi, oltre che per tutte le azioni mirate a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera anche alle azioni mirate a «mitigare» e «adattarsi».

(Fonte Wwf)