14.000 sopralluoghi in tutta la Toscana

304

I risultati misurati evidenziano un mantenimento dei livelli prestazionali dell’anno precedente Si riscontra un più definito orientamento verso un approccio più integrato

Nel 2008 sono stati effettuati quasi 14.000 sopralluoghi, che hanno interessato poco meno di 4.000 fra aziende, impianti e siti. Oltre 2000 i punti di monitoraggio delle matrici ambientali.

La relazione al Bilancio d’esercizio 2008 dell’Arpat da parte del direttore generale dell’Agenzia, Sonia Cantoni, costituisce l’occasione per illustrare i dati riassuntivi delle principali attività svolte nell’anno passato, con questo e successivi numeri di Arpatnews.

La relazione si è soffermata in particolare sul controllo delle pressioni ed il monitoraggio delle matrici ambientali, che costituisce uno dei compiti fondamentali dell’Agenzia, confermati dalla nuova disciplina dell’Arpat (Legge regionale n.30/2009) recentemente adottata dalla regione Toscana.

I risultati misurati nel 2008 evidenziano un mantenimento dei livelli prestazionali dell’anno precedente.

Si riscontra tuttavia un più definito orientamento verso il controllo delle pressioni e, in alcuni casi (in particolare per il suolo), degli effetti sulle matrici; si tratta di azioni caratterizzate da una maggiore complessità, e generalmente gestite con un approccio più integrato, anche nei casi di insediamento non ricadenti nella normativa Ippc(Integrated pollution prevention and control).

Nel 2008 sono stati avviati programmi di controllo per gli insediamenti ricadenti in Ippc [autorizzati] di recente Aia (Autorizzazione ambientale integrata).

Resoconto generale

Si registra un’attività più intensa di controllo analitico degli scarichi idrici e nell’ambito dei procedimenti di bonifica.

I livelli di controllo si mantengono sostanzialmente stabili per i rifiuti, rispetto al 2007, nonostante la diversa regolamentazione in materia di terre e rocce di scavo.

Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, la situazione non può definirsi soddisfacente, almeno sotto il profilo quantitativo; sono state tuttavia incrementate le attività di controllo degli inceneritori. Emergono esiti in termini di sanzioni e notizie di reato. Le proposte di provvedimenti, che si riscontrano nei pareri resi, e soprattutto le comunicazioni di reato e per sanzioni amministrative, comunque in crescita, evidenziano un elevato tasso di non conformità, in particolare in materia di rifiuti, agenti fisici e scarichi idrici.

Nelle tabelle sono presentati i dati relativi ai sopralluoghi eseguiti, ai punti o stazioni di monitoraggio attivi nonché agli impianti/aziende oggetto di interventi di controllo o comunque di attività di Arpat nel corso del 2008. I dati delle tabelle indicano una sostanziale stabilità delle attività nei due anni considerati con un incremento complessivo nel numero di sopralluoghi effettuati, compensati da un certo decremento nel numero degli impianti/aziende oggetto della complessiva attività di Arpat.

Contollo della risorsa idrica

L’attività di monitoraggio della risorsa idrica nel 2008 ha registrato progressivi incrementi per numero delle stazioni, in quanto tutta la rete regionale riguardante le acque superficiali interne e marino – costiere è stata oggetto di alcune implementazioni per attività sperimentali e monitoraggi particolari sulla balneazione.

Gli obiettivi perseguiti riguardavano la valutazione delle prime bozze di metodiche sui bioindicatori previsti dal D.Lgs. 152/06 in applicazione della Direttiva Quadro 2000/60 nonché la prevenzione degli effetti derivanti dalla diffusione di tossine algali dall’aerosol marino.

Anche per quanto riguarda i controlli sugli scarichi sia di acque reflue urbane che industriali si registra un lieve incremento rispetto al 2007 e comunque in linea con il trend degli anni precedenti.

Controllo dell’aria

Per quanto riguarda il settore aria (controllo e monitoraggio), per quanto concerne la variazione rispetto ai dati del 2007 questa è da attribuire in maniera sostanziale alla maggiore precisione del rilevamento eseguito nel corso del 2008, che ha escluso dal conteggio le attività di verifica amministrativa ed altre collegate ma non specifiche. A parte questo resta la convinzione dell’Agenzia che questo settore debba essere oggetto di una maggiore attenzione, in termini di controllo sul campo delle emissioni.

Si conferma la difficoltà di esecuzione dei controlli delle emissioni in atmosfera, attività per la quale sono richieste non solo capacità tecniche peculiari, ma anche attitudini fisiche adeguate. A fine anno sono state presentate alcune proposte di miglioramento riferite specificamente agli impianti di incenerimento rifiuti che incrementeranno questa specifica attività in particolare per quanto riguarda la valutazione dei Smce (analizzatori in continuo per le emissioni atmosferiche) presso le aziende che ne sono dotate.

Il percorso di riorganizzazione dell’Agenzia avviato potrà consentire di ottimizzare, presumibilmente su area più vasta, l’impiego delle risorse disponibili. È comunque necessario prevedere un consistente impegno di risorse, nonché un’attenzione particolare sia interna che esterna all’Agenzia per incrementare l’efficienza e, soprattutto l’efficacia di questa tipologia di controlli.

Controllo degli agenti fisici

Per quanto riguarda gli Agenti fisici la differenza tra il numero di aziende controllate tra 2007 e 2008 è dovuta, sostanzialmente, a 3 voci: all’aumento di oltre il 50 % dei controlli sull’inquinamento acustico determinato dalle infrastrutture stradali, che richiedono tempi di esecuzione molto più lunghi (da alcuni giorni a settimane), ma anche ad una diminuzione degli interventi presso le altre sorgenti, che sono determinate da richieste dei Comuni titolari dei procedimenti di controllo. Si è assistito, infine, ad una diminuzione degli interventi su siti radio e Tv situati in località con bassa concentrazione di impianti di altri gestori e alla sospensione dei controlli sulla radioattività dei rottami metallici, prima effettuati su richiesta dei privati in relazione alle attività di importazione presso il porto di Livorno.

Controllo dei rifiuti

Per i rifiuti è praticamente costante la numerosità dei siti o impianti controllati.

Per quanto riguarda le Bonifiche, ovel’attività è condizionata dalla domanda esterna (proponenti) e l’amianto, si registra un sostanziale mantenimento delle prestazioni rispetto al 2007.

Per gli impianti Ippc si rileva un decremento di attività in quanto nel 2007 si è registrata la massima attività istruttoria per le scadenze dei termini per la concessione Aia.

Nel 2008 le aziende indicate sono state oggetto sia di attività di controllo (circa 60) sia di istruttoria nei casi ove queste erano, da completare o nei casi di revisione Aia.

Per le Aziende a rischio di incidente rilevante è stato ampiamente garantito il programma di controllo redatto sulla base dei criteri del decreto dirigenziale Regione Toscana n. 4253 del 04/09/2007.

Nel 2008, inoltre, particolare impegno ha richiesto l’attività di supporto alle Prefetture per la redazione dei piani di emergenza esterni (circa n. 30 piani esaminati) resi obbligatori per tutte le aziende dal Dlgs 238/05.

Controllo non sistematico del Suolo

Per quanto riguarda il macrosettore Suolo, il programma di attività Arpat 2008, in accordo con la vigente legislazione, toscana e nazionale, non prevede piani di monitoraggio specifici, standardizzati e ripetuti per questa matrice al fine di determinarne lo stato di qualità rispetto alle «minacce» individuate a livello comunitario (contaminazione, erosione, salinizzazione ecc.).

L’attività che Arpat svolge in merito, di norma, è associata a criticità particolari, oppure alla necessità di valutare l’effetto delle ricadute da pressioni particolari sulla base di progetti specifici. Nel corso del 2008 l’attività svolta è da ascrivere prevalentemente all’indagine effettuata dal Dipartimento di Pistoia nel progetto congiunto con Asl per la valutazione delle ricadute di microinquinanti organici ed inorganici dall’impianto di incenerimento presente nel territorio della Provincia. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia che non erano presenti analoghi progetti nel corso del 2007.

Controllo degli impianti d’incenerimento

Il controllo degli impianti di incenerimento rifiuti presenti in Toscana ha interessato per il 2008, tutti gli impianti attivi, esclusi quindi Sienaambiente, la cui attività è ripresa parzialmente a fine anno, e Severa, chiuso per ristrutturazione.

Il quadro di sintesi dei controlli è riportato in tabella.

A questi impianti vanno aggiunti anche controlli su altre tipologie di impianti con caratteristiche emissive analoghe: forni crematori, impianti di recupero metalli, cementifici, impianti di recupero energetico da rifiuti (R1) e la centrale termoelettrica a biomasse di Scarlino. Di queste tipologie sono stati controllati complessivamente 16 impianti con 31 sopralluoghi.

Il caso Tev

Il 2008 è stato caratterizzato dal «caso Tev» che ha comportato, come riscontrabile dalla tabella, attività straordinarie su quell’impianto, che Arpat, pur con qualche difficoltà, è riuscita ad espletare come richiesto.

Rispetto al 2007, si registra un netto aumento dei sopralluoghi (76 nel 2007 contro 100 nel 2008) e dei campioni prelevati (oltre il doppio rispetto al 2007).

L’attività di controllo e monitoraggio svolta nel 2008 relativamente alle grandi opereha interessato trasversalmente tutte le grandi opere ed ha comportato l’esecuzione di numerosi sopralluoghi sui cantieri, insieme ad una consistente attività di tipo istruttorio che ha coinvolto varie strutture dell’Agenzia, in particolare per la verifica della corretta esecuzione dei piani di monitoraggio ambientale e per l’individuazione degli eventuali impatti, nonché per verificare il rispetto della normativa ambientale.

Tale attività ha permesso di ottenere un quadro sempre aggiornato dell’evoluzione della cantierizzazione delle grandi opere e degli impatti ad essa attribuibili, permettendo di intervenire con adeguata tempestività nella fase di vigilanza e controllo, tenendo al contempo costantemente informati i vari osservatori riguardo lo stato dell’ottemperanza delle prescrizioni emesse in sede di Via e di autorizzazione delle varie opere.

Proprio l’azione di monitoraggio e controllo, messa in campo ormai da anni dall’Agenzia, ha influito in maniera significativa sulla corretta modalità di conduzione dei cantieri delle grandi opere consentendo nel 2008 un’azione maggiormente mirata su specifiche criticità che ha permesso di razionalizzare anche l’attività stessa com’è dimostrato dalla diminuita necessità del ricorso ad interventi diretti tramite sopralluogo, che nel 2008 sono quasi dimezzati nel numero rispetto al 2007.

Esposti ed emergenze ambientali

Un ulteriore indicatore/strumento dell’attività di controllo di Arpat è costituito dagli esposti e dalle segnalazioni di emergenze ambientali che pervengono dai cittadini e dalle loro associazioni che contribuiscono all’attività svolta e contabilizzata da Arpat ma che interferiscono con le attività programmate.

Nelle tabelle sono riportati i dati relativi ad esposti ed interventi in emergenza gestiti nel corso del 2008 suddivisi per macrosettore a confronto con quelli del 2007. Sono anche riportati i dati del 2008 aggregati complessivamente per matrice in termini percentuali.

Nel corso del 2008 sono stati evasi quasi 1300 esposti che hanno riguardato prevalentemente gli agenti fisici e poi alle acque, oltre alla matrice aria ed ai rifiuti.

Significativo anche il numero di esposti in materia di amianto nel 2008 sebbene il confronto con il 2007 evidenzi un possibile problema nel rilevamento dati. Positiva la registrazione della minore attività per esposti in materia di rifiuti poiché ha permesso di gestire con minore difficoltà l’attività programmata.

Le richieste di intervento in situazioni di presunta emergenza ambientale registrate sono state invece circa 350 ed hanno interessato anch’esse, prevalentemente, la risorsa idrica e, in minor misura, i rifiuti e l’aria. Il 27% delle richieste di intervento per emergenze ambientali (che pervengono da soggetti istituzionali e quindi filtrate rispetto alla percezione dei cittadini) ha comportato attività in periodi notturni o festivi.

Illeciti rilevati e segnalati all’Autorità

Nelle tabelle sono riportate le irregolarità rilevate da Arpat nel corso dell’attività di controllo relativamente al rispetto delle norme ambientali.

Come già in passato si rileva un trend crescente. Nonostante la diversa ripartizione tra i vari settori permane una maggiore rilevanza delle proposte di sanzioni amministrative rispetto a quelle penali.

Il numero delle violazioni contestate, tenuto conto del campione di aziende oggetto del controllo continua a risultare rilevante, oltre che in aumento negli ultimi anni, e giustifica l’attenzione che i vari soggetti pongono sull’attività di controllo e sulla necessità di sfruttare tutti gli strumenti disponibili per aumentarne l’efficacia (formazione, informazione, comunicazione, educazione ambientale) ed ovviamente l’efficienza.

La tematica dei rifiuti continua anche nel 2008 ad essere interessata dal maggior numero di infrazioni complessivamente conteggiate: notizie di reato e sanzioni amministrative. A fronte della leggera contrazione delle notizie di reato rispetto al 2007 le sanzioni amministrative, al contrario, registrano un aumento.

Significativo in termini assoluti, ma anche percentualmente (rispetto al numero di impianti controllati) il numero di violazioni di rilievo penale contestate nell’ambito dei controlli sulle emissioni atmosferiche. Questo dato rende conto indirettamente dell’attività svolta nei controlli di questa tipologia di pressioni e si lega a quanto già detto sui controlli degli impianti di incenerimento rifiuti.

Per quanto di ridotta entità, si rileva un aumento di notizie di reato e sanzioni amministrative per le bonifiche (comprensive anche dell’attività sull’amianto) rispetto al 2007.

L’aumento delle notizie di reato in ambito Ippc è congruente con l’inizio di attività di controllo e monitoraggio nelle aziende cui è stata rilasciata l’Aia.

Sul versante amministrativo si rileva una significativa presenza di irregolarità nella gestione delle acque da parte dei soggetti controllati.

Significativa risulta anche la percentuale delle non conformità registrate nei controlli sugli agenti fisici, essenzialmente concentrati sulla tematica dell’inquinamento acustico, per il quale le sanzioni penali sono sostanzialmente stabili e circoscritte a poche situazioni di forte disturbo della quiete pubblica. Ciò deriva anche dalla consolidata giurisprudenza, che vede disapplicata la sanzione penale, a fronte dell’applicazione del principio di specialità conseguente alla emanazione della legge quadro e dei decreti applicativi. La oramai quasi completa classificazione del territorio della Toscana ha infatti comportato la definizione di limiti assoluti e differenziali per quasi la totalità dei comuni, i cui superamenti determinano quindi sanzioni amministrative.

(Fonte Arpat)