Sovrappopolazione – Serve più sicurezza alimentare

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La popolazione mondiale aumenterà dagli attuali 6,8 miliardi a 9,1 miliardi nel 2050. Consegna diplomi di Master of Science a 44 giovani, di cui 21 donne, provenienti da 14 Paesi mediterranei

Secondo le ultime stime dell’Onu, la popolazione mondiale aumenterà dagli attuali 6,8 miliardi a 9,1 miliardi nel 2050: un terzo in più di persone da sfamare rispetto ad oggi. Tale crescita avverrà, quasi per intero, nei Paesi in via di sviluppo.

Si prevede che la popolazione dell’Africa sub-sahariana crescerà più velocemente (una crescita del 108%, pari a 910 milioni di persone in più), mentre in Asia orientale e sud-orientale crescerà più lentamente (una crescita dell’11%, pari a 228 milioni di persone in più).

È quanto emerso dal workshop «Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi: Impatto dei progetti di cooperazione internazionale sulla gestione sostenibile delle risorse naturali nel Mediterraneo», tenuto all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari del Ciheam in collaborazione con la Fondazione «Osservatorio del Mediterraneo» e con il patrocinio del ministero italiano degli Affari Esteri, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2009 e della chiusura dell’anno accademico 2008/2009.

Nel 2050, circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città e nelle aree urbane, rispetto all’attuale 49%. Bisognerà produrre il 70% di cibo in più per i 2,3 miliardi in più di persone che ci saranno nel 2050, al tempo stesso combattendo i problemi della povertà e della fame, usando in maniera più efficiente le scarse risorse naturali e adattandosi al cambiamento climatico.

Conseguire la sicurezza alimentare in tempo di crisi è un imperativo doveroso dal punto di vista morale e improcrastinabile dal punto di vista socio-economico, nella convinzione che, per combattere la fame nel mondo, aggravata dalla crisi economico-finanziaria mondiale, sia indispensabile il coinvolgimento e la cooperazione dell’intera comunità internazionale.

La giornata mondiale dell’Alimentazione celebra annualmente la nascita della Fao ed è l’occasione per sensibilizzare i Governi a maggiori interventi in tale direzione.

Il tema di quest’anno, Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi, pone l’accento sulle condizioni critiche in cui vivono 1,02 miliardi di persone, attualmente malnutrite, e sulla necessità sempre più stringente di assisterle, soprattutto in questo clima di incertezza economica. In tale situazione sono necessarie iniziative sia di breve termine, come la fornitura di assistenza d’emergenza, sia di lungo termine, come l’aumento significativo degli investimenti nel settore agricolo e rurale.

Gli investimenti nelle aree rurali sono strategici per migliorare la produttività agricola ed aumentare la sicurezza alimentare e i mezzi di sostentamento nelle comunità rurali povere; valorizzare e preservare le risorse naturali; espandere e migliorare le infrastrutture rurali e allargare l’accesso al mercato; stimolare la capacità di creazione e diffusione delle conoscenze; garantire l’accesso al cibo attraverso reti di sicurezza sociale ed altre forme di assistenza diretta.

L’incontro che si è tenuto all’Iam di Bari ha rappresentato, dunque, l’occasione per stimolare una riflessione sulla cooperazione internazionale, valutare l’impatto effettivo dei progetti di sviluppo sulla crescita di un paese, sia dal punto di vista economico sia sociale; discutere sulla sicurezza alimentare, sia in termini di quantità sia di qualità, attraverso esperienze sul campo. In particolare, sono stati analizzati i risultati dei progetti che l’Iam di Bari ha attuato in Siria, Libano e Tunisia, per valutare quanto abbiano contribuito a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, rispettandone identità e peculiarità territoriali.

Esperti ed operatori dello sviluppo si sono riuniti, per un giorno all’Iam, per discutere sulle opportunità che, nonostante la crisi, sono offerte ai Paesi terzi, di accrescere la competitività in ambito agricolo e di promuovere la gestione sostenibile delle risorse naturali attraverso la formazione, la ricerca e l’assistenza tecnica.

Al termine del workshop vi è stata la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2008/2009 e la consegna dei diplomi di Master of Science ai giovani laureati che hanno frequentato, con successo, i corsi in gestione del suolo e delle risorse idriche, agricoltura irrigua, protezione integrata delle colture frutticole mediterranee e agricoltura biologica mediterranea.

44 giovani, di cui 21 donne, provenienti da 14 Paesi: Albania, Algeria, Egitto, Giordania, Iraq, Italia, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Serbia, Siria, Tunisia e Turchia, che potrebbero essere i futuri protagonisti di attività di cooperazione e lavorare insieme per far sì che la fame nel mondo sia sradicata.

Al workshop hanno partecipato Cosimo Lacirignola, direttore dell’Iam di Bari, Francisco Mombiela Muruzábal, Segretario Generale del Ciheam, Nadir Mohamed Aziza, direttore generale della Fondazione Osservatorio del Mediterraneo, Mahmoud Abu Zeid, presidente dell’Arab Water Council, Belgacem M’Nasri, direttore Generale dell’Osservatorio Nazionale dell’Agricultura del ministero tunisino dell’Agricoltura e delle Risorse Idriche, Charles Zarzour, del ministero libanese dell’Agricoltura, Farid Georgis, del ministero dell’Irrigazione della Siria, Samia Belkhiria, del ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Idriche della Tunisia e Mauro Massoni, del ministero degli Affari Esteri italiano.

A consegnare i diplomi, insieme con il direttore dell’Iam, Cosimo Lacirignola, la delegata del Governo italiano e vice presidente del Ciheam, Giuliana Trisorio Liuzzi, oltre alle autorità accademiche e scientifiche presenti.

(Fonte Ciheam Iamb)