In corteo per dire no alla discarica

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Sollecitato il modello del porta a porta attivo ad Atena Lucana, nel quale solo l’8% dei rifiuti viene smaltito in discarica

Ieri a Genzano di Lucania (Potenza) è stata organizzata la prima mobilitazione pubblica per protestare contro il progetto di una nuova discarica di 95mila m3 di rifiuti indifferenziati vicino allavecchia, appena chiusa.

C’è stata una massiccia presenza dei cittadini rappresentati dal Comitato «Contro la discarica», soprattutto giovani e agricoltori, che hanno fatto sentire la loro presenza con più di 20 trattori che hanno guidato il corteo per le vie cittadine. Hanno aderito anche le associazioni sindacali e di categoria.

Ai partecipanti è stata consegnata una fascia tricolore per attestare l’importanza che ogni cittadino ha nell’esprimere il proprio «no» alla costruzione della discarica e per difendere in prima persona il proprio territorio.

Giovedì scorso anche il Consiglio comunale di Genzano ha dichiarato la sua posizione deliberando l’impugnativa degli atti regionali per la costruzione della nuova discarica.

Finito il corteo c’è stato un dibattito, aperto da Graziano Pagliarulo del Comitato cittadino il quale ha espresso la sua soddisfazione nel vedere un massiccio coinvolgimento dei cittadini nella piazza del paese. Successivamente ha passato la parola a Paolo Baffari, dell’associazione «Libera», che ha fatto emergere durante il suo intervento la pericolosità delle ecomafie all’interno dei processi di smaltimento dei rifiuti e non solo nonché dell’importanza dell’unità dei cittadini nell’affrontare certe lotte per il bene comune. Baffari ha continuato affermando che «ogni cittadino deve ritenersi responsabile del proprio territorio e quindi deve salvaguardarlo in prima persona. Baffari ha poi messo in luce i poteri politici che molto spesso fanno gli interessi di chi li governa e non delle esigenze della comunità che vive il territorio: «purtroppo è una storia “vecchia”, già a partire dal 1950, quando la Valle del Basento fu inquinata dalle industrie che vi sorsero facendo l’interesse dei politici del tempo».

A seguito c’è stato l’intervento di Ulderico Pesce, attore molto attento e attivo nell’affrontare anche in modo «scomodo» le problematiche ambientali il quale ha fermamente ribadito che l’unica soluzione al problema discarica è la raccolta differenziata «porta a porta», di semplice attuazione e ad alta efficienza. Una realtà già attiva in un paese campano, Atena Lucana, nel quale solo l’8% dei rifiuti viene smaltita in discarica e il resto riciclato tramite il Conai (Consorzio nazionale imballaggi). Ulderico ha terminato il suo intervento affermando che «il problema dei rifiuti è principalmente un problema culturale, che bisogna e si deve affrontare insieme perché l’attuale situazione si può cambiare e lo si deve fare per il bene della salute di tutti e del territorio».

Dopo, ha chiesto la parola un rappresentante della Coldiretti esprimendo la preoccupazione di tutti gli agricoltori per i campi e per la produzione del latte essendo, il territorio di Genzano, un territorio prettamente agricolo e zootecnico. E ha ribadito il no della Coldiretti alla costruzione della discarica.

Un intervento fuori programma è stato quello dell’Arcivescovo della Diocesi di Acerenza, Mons. Ricchiuti, che ha espresso la sua vicinanza alla cittadinanza e ha chiesto all’amministrazione (assente alla manifestazione) di render partecipe tutti i cittadini delle scelte che verranno prese relativamente a tutto ciò che riguarda il bene comune.

Infine ha concluso il dibattito una rappresentante del Comitato «Contro la discarica», Margaret Ciola, che nel suo breve e conciso intervento ha sollecitato i cittadini a esser più attivi e vicini al problema attuale perché «tutelare il proprio territorio è un diritto di tutti e tutti devono partecipare».

Ora la speranza dei cittadini è quella che il Tar prenda una decisione contraria a quella imposta dalla Regione, ma nel frattempo il Comitato è pronto a continuare la sua «pacifica battaglia».