Basilicata – A tempo di record i fondi per la forestazione

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«Già nel mese di marzo potranno partire i cantieri per mettere in sicurezza il territorio e per una più efficace valorizzazione multifunzionale dei complessi forestali pubblici»

«Per la prima volta il Consiglio regionale ha approvato già nel mese di febbraio le direttive di attuazione del programma triennale di forestazione. E quindi già nel mese di marzo potranno partire i cantieri per mettere in sicurezza il territorio e per una più efficace valorizzazione multifunzionale dei complessi forestali pubblici». Lo afferma l’assessore regionale all’Ambiente della Basilicata, Vincenzo Santochirico, esprimendo la «piena soddisfazione» per le direttive di attuazione per l’anno 2010 del programma triennale di forestazione 2009-2011 avvenuta nella seduta odierna del Consiglio regionale.

L’attuazione del programma triennale di forestazione 2009-2011, relativamente all’anno 2010, prevede un investimento complessivo di ? 44.565.000,00.

Nell’ambito di questo investimento sarà attivata la Misura 226 del PSR Basilicata 2007-2013 «Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi», per una spesa complessiva di ? 10.500.000,00, mentre ? 5.681.000,00 si renderanno disponibili per la realizzazione degli interventi di compensazione ambientale oggetto di contrattazione tra Eni e Regione Basilicata.

Inoltre per il rafforzamento dei processi di governance delle politiche ambientali e forestali previste dal Piano Triennale di Forestazione 2009-2011 sono stati destinati circa ? 700.000,00.

Il livello occupazionale degli addetti alla forestazione, in attuazione degli accordi sottoscritti tra la regione e le organizzazioni sindacali per il 2010, è di 112 gg CAU per tutti.

Il totale di addetti impegnati è di 4209 unità, comprensive di 300 nuove unità rivenienti dal Turn Over, per le quali sono state avviate le procedure per la relativa selezione.

In attesa dell’attuazione completa e definitiva della Legge Regionale n. 11/2008 ed al fine di garantire continuità temporale, tecnica ed organizzativa agli interventi programmati, gli Enti delegati di riferimento per le presenti Direttive di attuazione restano confermati nelle Comunità montane, commissariate con specifico decreto del Presidente della Giunta regionale fino alla data del 30 giugno 2010 e nelle Amministrazioni Provinciali.

Fra le attività che saranno messe in campo, con i fondi comunicato, interventi finalizzati alla prevenzione come: realizzazione e manutenzione annuale e straordinaria di fasce antincendio per mantenerne intatta funzionalità ed efficacia ai fini della prevenzione; manutenzione annuale e straordinaria della viabilità interna ed esterna a fini antincendio; interventi colturali finalizzati alla prevenzione degli incendi, da attuare attraverso la cosiddetta «selvicoltura preventiva» finalizzata alla manutenzione di popolamenti in abbandono colturale dove la biomassa e la necromassa accumulata costituisce fattore predisponente agli incendi boschivi; ripuliture ai fini antincendio di fasce boscate limitrofe a strade comunali e provinciali; gestione dei rimboschimenti con l’obiettivo di operare una sostituzione graduale delle specie alloctone, spesso conifere, con specie autoctone a minore potenziale virologico, tramite interventi di diradamento atti a favorire lo sviluppo della vegetazione autoctona (rinaturalizzazione); manutenzione di invasi idrici per finalità antincendio.

Per quanto attiene agli interventi ammissibili con i Fondi Regionali, vengono quelli previsti dal Piano Triennale 2009-2011 rafforzando azioni ed interventi prioritari, quali la difesa del patrimonio boschivo dagli incendi e il dissesto idrogeologico.

«In aggiunta alle tipologie di intervento di cui al Programma triennale di forestazione ed in conformità allo stesso – continua Santochirico – le Direttive attuative 2010 prevedono anche la possibilità di realizzare interventi di ripristino della funzionalità delle opere idrauliche connesse alla viabilità, la sistemazione di piccoli fenomeni di dissesto in prossimità della stessa ed interventi volti a ridurre la fitomassa lungo scarpate stradali, potenziali aree di innesco di incendi boschivi».

Fra gli interventi con i fondi derivanti dalle risorse petrolifere: Realizzazione aree attrezzate per una ottimizzazione della fruizione dei boschi ai fini turistico-ricreativi e aree verdi all’interno dei centri urbani; Rinaturalizzazione dei rimboschimenti di conifere con diradamenti che hanno il compito di innescare i processi di naturalizzazione dei siti diminuendo la densità o creando «buche» di rinnovazione per le specie autoctone; Rimboschimenti in aree limitrofe al bosco con specie adatte alle stazioni fitoclimatiche scelte tra quelle autoctone presenti nei boschi contigui; Interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico mediante piccoli interventi di ingegneria naturalistica, quali gabbionate e graticciate, muretti a secco, ecc; Manutenzione delle aree attrezzate ai fini turistico-ricreativi mediante la realizzazione e il ripristino di staccionate. Realizzazione piccole aree verdi all’interno dei centri urbani mediante piantagione di specie ad un elevato pregio paesaggistico sia per il portamento, per il tipo di fioritura e in particolare per le variazioni cromatiche stagionali del fogliame; Riqualificazione degli spazi verdi urbani e periurbani con realizzazione di staccionate e aree attrezzate; Realizzazione e ripristino della sentieristica esistente; Realizzazione e manutenzione di percorsi natura a completamento delle iniziative previste negli anni scorsi è prevista quest’anno una posta finanziaria per la manutenzione della dotazione infrastrutturale e per acquisto attrezzi da meccanizzazione leggera, per un importo di ? 100.000,00.

«Le direttive attuative per l’anno 2010 – conclude Santochirico – mettono in campo un insieme coerente di iniziative e azioni caratterizzate da una forte sinergia con le specificità e le emergenze del territorio regionale, contraddistinto da un alto indice di ruralità, atteso che circa il 35% del territorio regionale è costituito da aree forestali (263.000 ettari di boschi e circa 90.000 ettari di formazioni a  macchia-arbusteto). In tale contesto territoriale gli obiettivi della messa in sicurezza del territorio, della tutela dell’ambiente e della valorizzazione multifunzionale dei complessi forestali pubblici assumono un ruolo chiave nell’ambito della politica di settore».

(Fonte Regione Basilicata)