Sequestrato avorio per 30mila euro

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Il personale del Corpo forestale ha denunciato all’Autorità Giudiziaria un antiquario fiorentino e sequestrato 42 oggetti

Il personale del Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro 42 oggetti d’antiquario realizzati utilizzando zanne intere o pezzi d’avorio risultati sprovvisti dei documenti necessari alla commercializzazione secondo quanto richiesto nella Convenzione di Washington sul commercio internazionale a tutela delle specie animali e vegetali minacciate di estinzione (Cites).

Gli specialisti del Servizio Cites Territoriale di Firenze del Corpo forestale hanno operato a seguito della segnalazione fatta dai colleghi del Comando Stazione forestale di Borgo S. Lorenzo, che ha collaborato anche alle indagini e alle attività di controllo sul posto.

Una volta entrati nel negozio per eseguire il controllo, l’attenzione dei Forestali è caduta sui numerosi oggetti di vario genere, foggia e dimensione fabbricati prevalentemente con argento lavorato con tecnica «Old Sheffield» e un materiale che a prima vista poteva sembrare avorio.

Il riconoscimento eseguito sul posto dagli esperti Forestali del Servizio Cites ha provato la provenienza da zanne d’elefante in avorio del materiale utilizzato per realizzare gli oggetti: alcuni di grossa dimensione (uno scenografico gong realizzato con zanne d’elefante intere, un portavasi, un bollitore, una pregiata teiera…) e altri più piccoli (un kit da barba, una coppia di candelabri, posate, scatoline portagioie o porta stuzzicadenti…).

Il titolare dell’esercizio commerciale, residente a Firenze, è stato denunciato penalmente all’Autorità Giudiziaria per esposizione finalizzata alla vendita di specimen (esemplari, campioni) Cites per i quali è vietato il commercio se non accompagnati dallo specifico certificato Cites rilasciato dal Corpo forestale dello Stato.

Il corpo del reato è stato sottoposto a sequestro penale da parte dei forestali, che adesso lo custodiscono nel proprio magazzino reperti. Da una prima stima, il valore commerciale all’ingrosso del materiale sequestrato supera i 30.000 ?. Un valore destinato a crescere notevolmente una volta che gli oggetti fossero stati rivenduti al dettaglio.

Secondo l’ipotesi investigativa, il negozio di Scarperia costituiva un frequentato punto vendita all’ingrosso per oggetti che venivano acquistati da antiquari provenienti da tutta Italia (da Napoli a Brescia) per essere posti in vendita al dettaglio. Trasmessa la notizia di reato all’Autorità Giudiziaria, i forestali proseguono nelle attività d’indagine per verificare se trattasi di un episodio isolato oppure se è lecito supporre l’esistenza di un vero e proprio traffico.

(Fonte Corpo forestale dello Stato)