L’Everest inquinato come il centro di una grande città

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A quota 5.079 metri sul livello del mare, il black carbon ha sfiorato i 6 ?g m-3, mentre il PM1 ha abbondantemente superato i 100 ?g m-3

La stazione Share – NCO-P del Comitato Ev-K2-Cnr sull’Everest, i cui dati vengono osservati da un gruppo di ricercatori tra cui quelli dell’Isac-Cnr di Bologna, ha registrato un picco mai rilevato di concentrazioni di inquinanti simili a quelle delle aree urbane. A quota 5.079 metri sul livello del mare, il black carbon ha sfiorato i 6 ?g m-3, mentre il PM1 (massa delle polveri fini) ha abbondantemente superato i 100 ?g m-3, un valore mai registrato da quando l’osservatorio ha iniziato la sua attività.

I ricercatori hanno riferito di aver registrato «un picco mai rilevato di concentrazioni di inquinanti simili a quelle delle aree urbane».

La presenza di questi inquinanti in atmosfera offusca anche la limpida visione del ghiacciaio del Khumbu, come si vede dalla webcam del NCO-P.

«Queste preoccupanti concentrazioni di particolato – spiega Paolo Cristofanelli responsabile delle attività atmosferiche – sono accompagnate da elevati livelli di ozono, un gas serra altamente ossidante che si forma in atmosfera in presenza di inquinanti primari e radiazione solare. Grazie alle condizioni di estrema siccità che caratterizzano la stagione pre-monsonica nel Sud dell’Asia, una delle fonti primarie di queste elevate concentrazioni di inquinanti sembra dovuta ai numerosi fuochi forestali, anche legati a pratiche agricole, che si sviluppano in questo periodo dell’anno nei territori del Nepal e dell’India settentrionale oltre che dell’Indocina».

Questi dati confermano i preoccupanti risultati emersi nel corso dei primi quattro anni di studio del progetto Share che ha registrato in prossimità dei ghiacciai himalayani concentrazioni di inquinanti simili a quelle delle aree urbane.

Inoltre, come rivelato da uno studio condotto in collaborazione con il Goddard Space Flight Center della Nasa, le stime riguardanti i processi di deposizione di questi inquinanti sui ghiacciai himalayani possono favorire un significativo aumento del loro naturale scioglimento. Questo appare ancor più significativo, considerando che i ghiacciai Himalyani rappresentano una delle principali fonti di acqua dolce dell’Asia meridionale, una delle aree maggiormente popolate del Mondo.

(Fonte Cnr)