Frane – E le rocce manderanno messaggi

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L’innovativo sistema di monitoraggio, predisposto presso il Monte San Martino (Lecco), luogo in cui è avvenuta una storica frana che ha causato diverse vittime e danni enormi, acquisirà ed elaborerà dati preziosi per la valutazione della criticità della parete rocciosa, mantenendo un monitoraggio costante nel tempo

Un innovativo sistema in grado di prevedere i disastri idrogeologici; questo è quanto è stato messo a punto dal Politecnico di Milano nell’ambito del progetto Prometeo (PROtezione pubblica: MEtodologie e TEcnologie Operative). La tecnica alla base del rilevamento è il costante monitoraggio delle emissioni microacustiche delle rocce, monitoraggio eseguito attraverso sensori collegati a pannelli fotovoltaici che ricevono e mandano informazioni sullo stato della parete su cui sono montati. Le informazioni rilevate vengono in seguito registrate ed evidenziate su mappe dinamiche di rischio di crollo.

Tecnologia innovativa questa se messa a confronto con quella, ad oggi, operativa che permette, sì di gestire efficacemente le prime emergenze in caso di disastri idrogeologici, ma non prevede che gli eventi naturali vengano individuati con dovuto anticipo a seguito di cambiamenti sullo stato delle rocce.

Il professore Cesare Alippi, coordinatore del progetto Prometeo del Politecnico del Milano, spiega che: «Le soluzioni satellitari non possono essere impiegate mentre le soluzioni tradizionali che valutano, ad esempio, l’allargamento delle fratture esistenti, non riescono a spiegare i meccanismi fenomenologici che portano al distacco della roccia vanificando l’efficacia dell’azione predittiva».

L’innovativo sistema di monitoraggio è stato allestito presso il Monte San Martino (Lecco), luogo in cui è avvenuta una storica frana che ha procurato diverse vittime e danni enormi. Praticamente il sistema, attraverso un collegamento ponte radio ad una centrale operativa realizzata presso il Polo Regionale di Lecco del Politecnico di Milano, acquisirà ed elaborerà dati preziosi per la valutazione della criticità della parete rocciosa, mantenendo un monitoraggio costante nel tempo.

Il tutto funzionerà utilizzando i sensori tradizionali (estensimetri, inclinometri, sensori termici, geofoni) congiunti a sensori innovativi, basati su tecnologia Mems, i quali permettono di rilevare microfratture alla scala cristallina della roccia. L’elaborazione dei dati consentirà di ottenere indicazioni sulle soglie d’allarme della frana, fornendo informazioni minuziose e aggiornate a disposizione degli esperti e responsabili operativi.

Prometeo, frutto di una collaborazione tra ricercatori di diversi campi: informatico, elettronico, geologico, geofisico e topografico, è una grande conquista della ricerca italiana basata sullo sviluppo di metodologie innovative sempre al servizio della salvaguardia comune.