L’Europa boccia l’Italia per il «Codice ambiente» sull’acqua

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In particolare, viene contestata la parte su «difesa del suolo, desertificazione e tutela delle acque»

La Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto «Codice per l’ambiente» in seguito ad un preciso reclamo del Wwf Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte.

In particolare, viene contestata la parte su «difesa del suolo, desertificazione e tutela delle acque», dalla definizione dei distretti idrografici, alle misure per garantire il «non deterioramento» dei corpi idrici, alle modalità di redazione dei piani di gestione di distretto idrografico. Una bocciatura in piena regola, che segue le richieste e le proposte continue del Wwf Italia al ministero dell’Ambiente affinché avviasse azioni correttive e integrative di quel decreto.

«Questo reclamo evidenza l’attenzione della Commissione europea per l’inadeguatezza dell’Italia nella tutela delle acque e anticipa le probabili sanzioni che subirà il nostro Paese a seguito degli incompleti Piani di gestione di distretto idrografico che sono stati redatti lo scorso anno – ha commentato Andrea Agapito, responsabile del Programma Acqua del Wwf Italia -. Le oltre un milione e 400mila firme raccolte per il referendum sull’acqua, la campagna Liberafiumi del Wwf per monitorare lo stato di salute dei nostri corsi d’acqua, le numerose istanze sul territorio per la tutela degli ecosistemi acquatici sono innanzitutto una disperata richiesta di attenzione affinché il nostro Governo consideri seriamente la gestione della risorsa idrica secondo principi di sostenibilità, solidarietà e di tutela».

(Fonte Wwf)