Restituita alla natura

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Liberata una giovane lupa investita a febbraio scorso nella provincia di Macerata e riabilitata presso il Centro recupero fauna selvatica di Popoli (in Abruzzo) del Corpo forestale dello Stato

Importante intervento di «restituzione faunistica»:una giovane lupa rimasta ferita a febbraio scorso, in seguito a un probabile investimento stradale nel Sarnanese, ha recuperato la libertà nel Parco nazionale dei Monti Sibillini.

L’animale, rinvenuto dal Corpo Forestale dello Stato, era stato prontamente soccorso dagli agenti della Polizia Provinciale di Macerata e trasferito, dopo le prime cure veterinarie, a Popoli (in Abruzzo), presso il Centro di recupero per fauna selvatica del Corpo forestale dello Stato. Il tempestivo intervento del CfS e della Polizia Provinciale, nonché l’assistenza ricevuta presso il centro veterinario del Corpo forestale hanno consentito alla lupa di superare con successo il trauma subito.

Dopo un breve periodo di riabilitazione, la lupa è stata infatti ritenuta idonea al ritorno alla vita in libertà. Si sottolinea l’importanza del «lieto fine» di una vicenda (recupero, cure sanitarie, ricovero, riabilitazione, rilascio) che proprio perché ha incardinato virtuosi comportamenti e giuste sinergie si è risolta con il ritorno in libertà di un animale la cui selvaticità, elusività e difficoltà di manipolazione si sarebbero facilmente potute risolvere in ben altro epilogo!

Il Parco nazionale dei Monti Sibillini, è impegnato in importanti progetti per la conservazione dei grandi carnivori e la gestione dei conflitti con le attività zootecniche, tra cui il progetto comunitario Life «Ex-Tra» e quello regionale al quale aderiscono anche la Provincia di Macerata e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il Parco si è reso pertanto disponibile per la liberazione della lupa in un’area, nel proprio territorio, non lontana dal sito di ritrovamento.

All’animale è stato applicato un radiocollare satellitare che consentirà si seguirne costantemente gli spostamenti e di indagarne, tra l’altro, il comportamento alimentare, con ricadute importanti anche nelle attività in corso per la riduzione dei danni da predazione al bestiame domestico.

Il Lupo è tra le specie di interesse comunitario prioritarie individuate dalla Direttiva Habitat e il suo stato di conservazione in Italia è oggi considerato buono. Tuttavia, tra i principali fattori di minaccia per la sua conservazione vi è ancora la persecuzione diretta da parte dell’uomo, che spesso trae origine dal rapporto conflittuale che il predatore ha, da sempre, con gli allevatori.

Il Parco si pone, quindi, come capofila in una operazione di totale trasparenza, anche nell’ambito di iniziative, come quella di venerdì scorso che, se non note nei dettagli, potrebbero essere fraintese offrendo il fianco alle facili critiche di coloro che ritengono che i lupi vengano periodicamente reintrodotti da «ignoti», alimentando così in modo del tutto strumentale i conflitti con alcune categorie.

Giova quindi ribadire che, non solo nel Parco dei Sibillini, ma nell’intero territorio nazionale, non sono mai state attuate operazioni di reintroduzione o ripopolamento del lupo. Peraltro, l’intervento compiuto costituisce il primo caso di lupo curato e restituito al proprio ambiente nel Parco dei Sibillini.

Questa operazione rappresenta, pertanto, un importante tassello nella strategia per la conservazione della specie ed è la dimostrazione di come l’azione sinergica e collaborativa di più Enti (Parco, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Provinciale), a volte con finalità istituzionali anche diverse, possa dar seguito ad eccellenti risultati nel campo della gestione di specie così importanti e che rivestono un ruolo ecologico fondamentale per il mantenimento degli equilibri naturali del nostro territorio.

(Fonte Parco nazionale dei Monti Sibillini)