La sicurezza nucleare non ha frontiere

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Laporta: «L’evento di Fukushima ha confermato che gli incidenti nucleari non hanno frontiere e che le responsabilità di ciascuno Stato nell’uso pacifico dell’energia nucleare devono accompagnarsi ad efficaci meccanismi di revisione internazionale»

Inizia oggi a Bruxelles, presso la sede Ue, la I Conferenza europea sulla Sicurezza Nucleare, dopo quella Ministeriale di Vienna, tenutasi lo scorso 24 giugno nella sede dell’Agenzia per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite e i cui risultati trovano una logica prosecuzione nei lavori di Bruxelles.

Il nuovo appuntamento dedicato alle attività di sicurezza nucleare e della relativa regolamentazione, riunisce i principali soggetti pubblici e privati coinvolti nel settore nucleare, rappresentando un’occasione di intenso e proficuo scambio sulle più recenti e significative esperienze maturate nel campo in ambito europeo. L’evento è organizzato dall’Ensreg (European Nuclear Safety Regulators Group), Gruppo composto dai responsabili delle Autorità nazionali di sicurezza nucleare dei 27 Stati membri dell’Unione europea e da rappresentanti della Commissione europea, al servizio delle istituzioni comunitarie dal 2007. L’Ispra, quale Autorità nazionale di regolamentazione della sicurezza nucleare, partecipa alle attività dell’Ensreg dalla sua costituzione, rappresentata dal proprio Direttore generale, Stefano Laporta.

La revisione sistematica dei margini di sicurezza degli impianti nucleari da parte degli Stati membri dell’Aiea, anche con l’ampliamento dei servizi di peer review e l’aggiornamento degli standard di sicurezza dell’Agenzia, con particolare riguardo agli eventi estremi multipli quali sisma e tsunami; il rafforzamento delle autorità di sicurezza nucleare, che ne garantisca l’effettiva indipendenza; l’assegnazione di adeguate risorse umane e finanziarie; il rafforzamento del sistema globale di preparazione e risposta alle emergenze; il ruolo dell’Aiea nel ricevimento e diffusione delle informazioni a seguito di incidenti; questi sono stati alcuni dei temi affrontati già a Vienna e ripresi a Bruxelles, dove si discute dell’armonizzazione dei requisiti di sicurezza nucleare in Europa, dell’attuazione della Direttiva Euratom sulla sicurezza nucleare, delle esperienze nazionali e le loro applicazioni nel campo della trasparenza, così come della prossima emanazione della Direttiva Euratom sui rifiuti radioattivi e sul combustibile irraggiato.

«Da Vienna è emerso un bilancio decisamente positivo – ha affermato il Direttore Generale dell’Ispra -. Desidero esprimere piena soddisfazione per i risultati raggiunti, essenziali ai fini della redazione del Piano di Azione per il rafforzamento del regime internazionale per la sicurezza nucleare, che il Direttore Generale dell’Aiea presenterà alla Conferenza Generale di settembre. L’evento di Fukushima ha confermato che gli incidenti nucleari non hanno frontiere e che le responsabilità di ciascuno Stato nell’uso pacifico dell’energia nucleare devono accompagnarsi ad efficaci meccanismi di revisione internazionale. Gli stress test avviati sugli impianti nucleari in Europa, elaborati a seguito dell’evento incidentale del Giappone, sono stati presi a modello per proporne l’estensione su scala globale, poiché considerati i più efficaci da mettere in campo nell’immediato».

Con l’attenzione ancora rivolta al disastro nucleare del Giappone e sulla base della condivisione di indirizzi dei Governi degli Stati membri Aiea, la Conferenza ministeriale di Vienna ha avuto come obiettivo quello di stabilire basi condivise per la costituzione, nel post Fukushima, di un regime globale rafforzato di sicurezza nucleare. La Conferenza avviata oggi a Bruxellese intende valutare i risultati conseguiti negli ultimi anni nell’ambito del processo volto ad un continuo miglioramento e piena armonizzazione della sicurezza nucleare in Europa. La stretta collaborazione tra le Autorità di regolamentazione dei 27 Stati membri ha reso possibile progredire nello sviluppo di un reale approccio europeo alla sicurezza nucleare. Il progresso conseguito nel quadro legislativo, in linea con le normative di sicurezza internazionali, contribuisce a migliorare il livello di risposta alle aspettative dei cittadini dell’Unione europea.

(Fonte Ispra)