Un pomodoro anti invecchiamento

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È un prodotto no Ogm e nasce da un incrocio naturale tra il Black Tomato e il San Marzano, generando una varietà unica al mondo nella sua specie, in quanto oltre ad essere ricco di vitamine A e C contiene più antiossidanti, antocianine ed una quantità di licopene tre volte superiore

Mangiare un piatto di spaghetti al sugo sarà come andare in un centro di bellezza. «Sbarca» sul mercato nazionale il primo «superpomodoro» anti-invecchiamento. Ma sarà vero?

Secondo la Coldiretti, l’associazione che in questi giorni sta presentando «Pomì L+» alla stampa, si tratta di una particolare varietà di pomodori made in Italy che fa benissimo alla salute, perché ricchissimi di licopene.

«Una dolce medicina naturale per il nostro organismo, figlia della tradizione e dell’innovazione italiana, bella nell’aspetto ma soprattutto buona nel sapore», le parole di Sergio Marini, presidente della Coldiretti, che ha elogiato a lungo il prodotto, coltivato nelle provincie di Mantova, Cremona e Parma, poi trasformato e venduto dalle cooperative del Consorzio interregionale Ortofrutticoli e del Consorzio Casalasco del Pomodoro.

Il nuovo ortaggio che già da fine luglio sarà disponibile negli scaffali dei nostri supermercati è un prodotto no Ogm e nasce da un incrocio naturale tra il Black Tomato e il San Marzano, generando una varietà di pomodoro unica al mondo nella sua specie, in quanto oltre ad essere ricco di vitamine A e C contiene più antiossidanti, antocianine ed una quantità di licopene tre volte superiore rispetto ai pomodori freschi e più elevato del 58% rispetto a quelli coltivati per la trasformazione. Tutte qualità che lo classificano tra i primi alimenti naturali per prevenire malattie cardiovascolari e tumori, in particolare quello alla prostata, oltre che per proteggere dall’invecchiamento le cellule del nostro corpo.

«Repubblica» e «La Stampa» hanno riempito di lodi il nuovo prodotto, ma non tutte le testate sono realmente convinte che si tratti di questo gran miracolo italiano. Secondo «Il Fatto alimentare», giornale online che si occupa di agricoltura e filiera agroalimentare, il consumatore italiano sarebbe al centro di un mezzo raggiro, dato che queste presunte proprietà del licopene sono tutt’altro che provate scientificamente, come dimostra la posizione dell’Efsa, l’Autorità per la sicurezza alimentare europea, che ha respinto tutte le diciture sulla funzione antiossidante del licopene naturale del pomodoro.

L’idea di un sugo anti-età è sicuramente suggestiva, ma un vasetto di crema anti-aging al gusto di pomodoro sarebbe forse anche un po’ ridicola.