Il turismo di qualità spinge l’occupazione

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L’industria del turismo dovrebbe ottenere sussidi dai fondi strutturali dell’Ue per riabilitare le aree in declino e offrire servizi di alta qualità basati su un patrimonio multiculturale

Puntare sul turismo di qualità per creare posti lavoro e promuovere il territorio. Lo sostiene il Parlamento europeo in una risoluzione di qualche giorno fa. Secondo la nuova normativa europea l’industria del turismo dovrebbe ottenere sussidi dai fondi strutturali dell’Ue per riabilitare le aree in declino e offrire servizi di alta qualità basati su un patrimonio multiculturale.

Migliorare la qualità del Turismo

Un «Marchio europeo di qualità» che individui criteri comuni e consenta al continente di diventare prima destinazione turistica al mondo, e una «Carta europea del turismo», che preveda una serie di diritti dei passeggeri. Sono due delle novità inserite nella risoluzione votata martedì a Strasburgo. Secondo il relatore, l’on. Carlo Fidanza (Ppe, It), è necessario che la Commissione tenga ben in considerazione la pianificazione territoriale, in particolare nelle aree costiere, e incoraggi l’uso di mezzi di trasporto ecologici. Nella risoluzione l’Aula chiede inoltre di regolare il turismo termale e utilizzare fondi comunitari per riabilitare le aree turistiche in declino.

Creare posti di lavoro

Il Parlamento chiede alla Commissione di presentare una strategia integrata entro il 2012 per incoraggiare un turismo che accresca la consapevolezza del patrimonio culturale, storico, religioso e naturale, offrendo allo stesso tempo nuovi servizi sportivi e impegnandosi nello sviluppo del capitale industriale e dell’agriturismo. Iniziative che permetterebbero di creare posti di lavoro sostenibili e contrastare l’esodo rurale.

Il settore turistico rappresenta il 10% del Pil e il 12% dell’occupazione totale in Europa. Secondo gli eurodeputati migliorare il riconoscimento reciproco dei requisiti turistici da parte degli Stati membri potrebbe anche facilitare la mobilità dei lavoratori.

(Fonte Europarlamento)