Conoscere la chimica per rispettare l’ambiente

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Nell’incontro di Perugia sottolineato che «oggi le innovazioni della chimica devono tenere conto dei cambiamenti climatici, della crisi idrica e della disponibilità limitata delle materie prime. Allo stesso tempo i vantaggi della chimica devono avere ricadute positive a livello economico, ambientale e sociale»

«La chimica non è né buona né cattiva: le sue opportunità vengono date dall’utilizzo che ne fa l’uomo». Lo ha detto Catia Bastioli, scienziata e amministratore delegato di Novamont spa davanti alla moltitudine di giovani studenti che ha affollato ieri il centro congressi della Camera di Commercio di Perugia.

L’appuntamento si è svolto nell’ambito delle celebrazione del 2011 Anno internazionale della Chimica ed organizzato a Perugia dalla Sezione Umbria della Società Chimica italiana. «L’anno Internazionale della Chimica – ha spiegato il prof. Benedetto Natalini, presidente della Sezione Umbria della Società Chimica italiana – è stato indetto dall’Onu per celebrare in tutto il mondo le conquiste della chimica e il suo contributo al benessere dell’umanità. Un’iniziativa – ha tenuto a sottolineare Natalini – sollecitata da un paese non industrializzato come l’Etiopia che ha rimarcato la necessità di istituire un anno da dedicare alla chimica per sviluppare i temi della sostenibilità e dello sviluppo economico anche per i paesi poveri».

Il programma della manifestazione ha visto le relazioni dell’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli (Il ruolo delle bio-raffinerie integrate di terza generazione per il rilancio della chimica in Italia) e dell’amministratore delegato di Angelantoni industrie, Gianluigi Angelantoni (Le nuove sfide delle rinnovabili: il solare a concentrazione).

«Abbiamo invitato due imprenditori umbri di successo a livello nazionale ed internazionale – ha detto il prof. Aldo Taticchi, past-president della Sezione Umbria della Società Chimica italiana -. Novamont, presente in Umbria con un industria di chimica verde, – ha aggiunto Taticchi – pur nelle difficoltà del polo chimico ternano, probabilmente assumerà nuovo personale. Il gruppo Angelantoni e Archimede Solar Energy sono invece aziende di punta nel settore avanzato delle energie rinnovabili, in particolare del solare dinamico. Abbiamo voluto unire questi aspetti, plastiche biodegradabili ed energia – ha concluso Taticchi – nei quali la chimica ha giocato, gioca e giocherà un ruolo molto importante».

Da sottolineare peraltro che Bastioli e Angelantoni sono rispettivamente presidente e vicepresidente del Kyoto Club, organizzazione no-profit costituita nel 1999 da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto.

«Oggi le innovazioni della chimica – ha detto la dott.ssa Bastioli – devono tenere conto dei cambiamenti climatici, della crisi idrica e della disponibilità limitata delle materie prime. Allo stesso tempo i vantaggi della chimica devono avere ricadute positive a livello economico, ambientale e sociale».
L’ing. Angelantoni ha parlato delle nuove tecnologie a cui sta lavorando il suo gruppo, in particolare il solare termodinamico (sviluppato dalla neonata Archimede Solar Energy) e il fotovoltaico a concentrazione che utilizza non silicio ma semiconduttori di nuova generazione.

Al convengo sono intervenuti anche Rosalia Monaco in rappresentanza dell’Ufficio scolastico regionale e l’assessore comunale Giovanni Tarantini che ha portato i saluti del sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.
Il giornalista Federico Fioravanti ha moderato l’incontro.

L’appuntamento è stato anche occasione per la consegna di un riconoscimento, un computer portatile, a Luciano Barluzzi, lo studente folignate vincitore della medaglia d’argento alle Olimpiadi internazionali della Chimica svoltesi in Turchia lo scorso luglio. «Qualunque cosa noi tocchiamo è chimica – ha detto il giovane studente – una sua maggiore conoscenza può aiutarci a rispettare l’ambiente».

Il 2011 è stato proclamato dall’Onu Anno internazionale della Chimica nell’ambito del decennio 2005-2014, dedicato dall’Unesco alla educazione allo sviluppo sostenibile. L’inaugurazione si è svolta a gennaio scorso a Parigi nella sede centrale dell’Unesco alla presenza di alte personalità civili, politiche e scientifiche. In Italia la cerimonia ufficiale si è svolta lo scorso 30 marzo presso l’Accademia dei Lincei a Roma alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Lo scopo è – come ha ricordato il presidente della Società Chimica italiana Vincenzo Barone – di promuovere l’immagine della Chimica nell’opinione pubblica per diffondere la consapevolezza della sua importanza al fine di una crescita sostenibile in tutti gli aspetti della vita e delle attività umane.
Il 2001 è importante per la chimica anche perché ricorrono i centenari del Premio Nobel assegnato a Marie Curie e della fondazione della International Association of Chemical Societies trasformatasi in seguito nell’attuale International Union of Pure and Applied Chemistry.