L’Ue chiede più riciclo per i rifiuti elettronici

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I deputati europei precisano che dal 2016 l’obiettivo è che gli Stati membri raccolgano l’85% dei rifiuti dei prodotti elettronici. Il Consiglio sostiene invece un obiettivo del 65% basato sui beni in vendita, da realizzare progressivamente nella maggior parte dei paesi europei entro il 2020 e nei restanti entro il 2022

Nella sua riunione di questa settimana la commissione Ambiente dell’Ue ha chiesto che gli Stati membri siano obbligati a raccogliere e riciclare più frigoriferi usati, telefoni e altri rifiuti elettronici. I parlamentari europei mirano a rendere più facile per i consumatori la restituzione dei piccoli elettrodomestici e a contrastare gli operatori senza scrupoli inclini all’esportazione illegale di rifiuti elettronici.

Il voto della commissione Ambiente, quasi unanime in seconda lettura (52 voti a favore, 1 contro e 5 astensioni), riguarda le modifiche alla direttiva attualmente in vigore sui rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). Un voto in plenaria è previsto per gennaio 2012, per consentire le negoziazioni con il Consiglio.

«La raccolta e il riciclo di rifiuti elettronici è un bene sia per l’ambiente, sia per l’economia. Gli obiettivi ambiziosi ma realizzabili del Parlamento europeo aiuteranno a recuperare preziose materie prime e a ridurre il flusso di rifiuti elettronici verso discariche, inceneritori e Paesi in via di sviluppo», ha commentato il relatore Karl-Heinz Florenz (EPP, DE).

Obiettivi di raccolta

I deputati europei precisano che dal 2016 l’obiettivo è che gli Stati membri raccolgano l’85% dei rifiuti dei prodotti elettronici immessi sul mercato. Il Consiglio sostiene invece un obiettivo del 65% basato sui beni in vendita, da realizzare progressivamente nella maggior parte dei paesi europei entro il 2020 e nei restanti entro il 2022. Attualmente è applicato un obiettivo forfettario annuale di 4 kg a persona.

Attualmente, molti rifiuti di piccole apparecchiature elettroniche, sono gettati via insieme a spazzatura di altro tipo, nonostante contengano sostanze nocive. Per far fronte a questo problema i deputati affermano che i consumatori dovrebbero essere autorizzati a restituire gratuitamente i piccoli elettrodomestici e apparecchiature elettriche nei negozi. Ciò offrirà una valida alternativa alle strutture specializzate che già accettano rifiuti elettronici domestici senza alcuna spesa.

Recuperare, riciclare, riutilizzare

In funzione della categoria, i deputati sostengono che il 70-85% dei rifiuti elettronici dovrebbe essere recuperato e il 50-75% riciclato. Propongono un obiettivo di riutilizzo separato del 5% affinché i prodotti più funzionali possano beneficiare di una «nuova vita», invece di essere rottamati.

Lungaggini burocratiche

Secondo i deputati europei, spetta ai produttori e ai consumatori sopportare i costi dei rifiuti elettronici e non ai contribuenti. Tuttavia, molto ancora resta da fare per ridurre le spese amministrative non necessarie e i costi inutili per le imprese. Per esempio, i venditori a distanza dovrebbero essere in grado di comunicare dati ad un sistema centrale europeo, al fine di evitare formalità supplementari e spese di iscrizione a molteplici registri nazionali.

Esportazioni illegali

Grandi quantità di rifiuti elettronici dell’Ue sono esportati illegalmente verso determinati paesi, particolarmente in Asia e Africa, dove la loro lavorazione potrebbe non rispettare la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente. I deputati europei vogliono dunque trasferire l’onere della prova sugli esportatori per garantire che i loro traffici verso i paesi non membri dell’Ocse contengano unicamente prodotti riutilizzabili e non rifiuti.

Genesi delle modifiche alla Direttiva Raee

Il Parlamento europeo ha così ribadito le norme stringenti già proposte in prima lettura il 3 Febbraio 2011. Molte delle proposte relative a obiettivi di raccolta, responsabilità di produttori e consumatori e esportazioni illegali sono state infatti riconfermate in seconda lettura.

In seguito alla posizione del Consiglio, i cui obiettivi erano assai meno ambiziosi di quelli del Parlamento europeo, la Commissione europea aveva presentato una nuova proposta legislativa comprendente quegli emendamenti del Parlamento europeo idonei a chiarire il contesto della proposta o a migliorarla.

Ad esempio, nella nuova proposta ha inserito gli emendamenti relativi a: la cancellazione del collegamento al campo di applicazione della direttiva sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Rohs); la fissazione di obiettivi di raccolta basati sui Raee generati in determinate condizioni; l’obbligo dei distributori di mettere in atto una raccolta appropriata e sistemi di sensibilizzazione per i Raee di dimensioni molto piccole.

Ulteriori informazioni

Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare:

http://www.europarl.europa.eu/activities/committees/homeCom.do;jsessionid=C56C7BE541AA85B4A1612E3E685C7176.node1?language=IT&body=ENVI

Guarda e ascolta:

http://www.europarl.europa.eu/wps-europarl-internet/frd/live/live-program;jsessionid=B8833C5F63ACB0221C619A7E4FAC3EA7?language=it

Biblioteca multimediale:

http://www.europarl.europa.eu/wps-europarl-internet/frd/vod/research-committee-and-other?isSearchOtherEvents=false&byLeftMenu=researchcommittee&language=it

Posizione del Consiglio:

http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/11/st07/st07906-re02.en11.pdf

Comunicazione della Commissione:

http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2011:0478:FIN:IT:PDF

(Fonte Parlamento europeo)