«Salviamo i bambini, vivono e muoiono senza diritti»

159

Numeri drammatici per i Paesi in via di sviluppo, ma anche per potenze occidentali come l’Italia: sono i bimbi e i ragazzi i più vulnerabili, pagano il costo della crisi economica con la loro vita

Oltre 200 milioni di bambini che nel mondo non riescono a superare i cinque anni di età e, anche in una potenza occidentale come l’Italia, ci sono circa due milioni di minori che vive al di sotto della soglia della povertà. Sono solo alcuni dei numeri emersi nel rapporto Unicef 2012 dedicato quest’anno ai «Figli delle città». Numeri drammatici peggiorati dallo stato di crisi economica globale con gli effetti che continuano a farsi sentire ed aggravare la situazione nei Paesi in via di sviluppo, ma non solo. I poveri sono ancora più vulnerabili a causa dell’aumento dei prezzi di cibo e carburante perché essi già spendono tra il 50 e l’80% delle loro entrate per mangiare.

200 milioni di bambini malnutriti

Si stima che oltre 200 milioni di bambini sotto i cinque anni nei Paesi in via di sviluppo non riescano a raggiungere il proprio potenziale in termini di sviluppo cognitivo per motivi legati al degrado.

In particolare, è la malnutrizione (ma anche la mancanza di stimoli e di attenzioni) che può contribuire in modo significativo allo sviluppo mentale del bambino e che in condizioni disagiate contribuisce allo sviluppo mentale ritardato.

Si vive in città e i piccoli sono più vulnerabili

Il 50% della popolazione mondiale (di cui un miliardo tra bambini e ragazzi) vive in aree urbane, ed entro la metà di questo secolo arriverà a oltre due terzi. Circa un terzo della popolazione urbana mondiale oggi vive negli slum dove si concentrano povertà e discriminazione. Ed entro il 2020 quasi 1 miliardo e 400mila persone vivranno negli slum.

«Se l’ambiente urbano da un lato può essere associato all’idea di benessere – ha sottolineato il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera – dall’altro costituisce uno scenario eterogeneo in cui l’accesso ai diritti non è garantito a tutti».

«Oggi, sempre più bambini vivono negli slum e nelle baraccopoli e sono tra i più svantaggiati e vulnerabili al mondo, privati della maggior parte dei servizi di base e del diritto di crescere bene. Escludendo questi bambini che vivono negli slum non solo li priviamo della possibilità di sviluppare il proprio potenziale, ma priviamo anche le loro società di benefici economici che derivano da una popolazione urbana in buona salute e ben istruita».

Critica la situazione in Italia

«In Italia ancora un milione e 800mila bambini vive sotto la soglia di povertà», si legge nel rapporto Unicef, per questo «bisogna inserire questo problema, a tutti i costi e da subito, nell’agenda delle amministrazioni locali e del governo». (R. S.)