In 5 mesi uccisi 650 elefanti

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Le autorità hanno sequestrato circa 350 zanne, che erano nascoste fra tronchi di legno imballati nei container per il trasporto e occultate come rifiuti plastici. Si tratta del carico di avorio più importante mai confiscato nel Paese. È arrivato dal Kenya ed era diretto verso Dubai

Maxisequestro di avorio shock nello Sri Lanka. A lanciare l’allarme è l’International Fund for Animal Welfare, che ha registrato un recente rilevamento a Colombo di 1,5 tonnellate di zanne di elefante.

Un anno disastroso per i mammiferi proboscidati, se pensate che in soli 5 mesi, dall’inizio dell’anno ad oggi, ne sono stati uccisi ben 650 esemplari.

Le autorità hanno sequestrato circa 350 zanne, che erano nascoste fra tronchi di legno imballati nei container per il trasporto e occultate come rifiuti plastici. Si tratta del carico di avorio più importante mai confiscato nel Paese. È arrivato dal Kenya ed era diretto verso Dubai.

Le carneficine si consumano per lo più in Camerun, vicino al confine con il Ciad, mentre le zanne sono spesso destinate a paesi europei, ma ultimamente anche in Cina e negli Emirati Arabi.

«La capacità di riuscire a sviluppare meticolose e complesse reti per le consegne della merce lascia senza fiato – afferma Jason Bell, direttore del programma elefanti dell’Ifaw – i porti dell’Africa orientale sono i punti preferiti di partenza e l’avorio spesso transita attraverso la rotta del Sud-est asiatico verso la sua destinazione. Ma questa volta l’entità di tale carico e la strana scelta dello Sri Lanka, apparentemente una nuova rotta, genera molta preoccupazione».

Il contrabbando d’avorio continua a ritmo sostenuto e drammaticamente preoccupante. Secondo il sistema di informazione Elephant Trade, è stato riscontrato un trend in costante aumento nei livelli di commercio di avorio illegale dal 2004 in poi, con un aumento vertiginoso nel 2009, in cui sono stati raggiunti livelli record, per proseguire poi nei due anni successivi, ed ora anche nel 2012. Una crescita esponenziale, agevolata, oggi, anche dal traffico via web.

Il 2011 ha testimoniato una massacro impressionante, con quasi 5.000 zanne di elefante sequestrate.

Il contrabbando d’avorio spalanca nuove rotte commerciali ad un mercato avido che presenta rischi minimi e profitti esorbitanti, assumendo sempre maggiore rilievo per diverse reti internazionali criminali, che fruttano fino a 9 miliardi di euro l’anno.

«Solitamente i cacciatori sono contadini poveri – rivelò a PeaceReporter l’antropologo Daniel Stiles – ma chi dà loro le armi sono grandi uomini d’affari e politici che lucrano sui traffici». Una pratica diffusa soprattutto in Africa, anche perché le pene per i bracconieri vanno da multe irrisorie a qualche mese di carcere.

Troppo poco per scoraggiare una popolazione la cui maggioranza vive con meno di un euro al giorno.