Tutti per l’Artico con Greenpeace

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«Milioni di persone chiedono che gli incontaminati ghiacci artici vengano protetti da un divieto totale di trivellazione petrolifera nell’Oceano Artico. La nostra dipendenza dai combustibili fossili è erroneamente associata con il progresso e la prosperità, invece porta con sé la distruzione dell’ambiente e dell’economia»

Più di 10mila persone si riuniranno oggi per formare uno striscione umano con scritto «I ♥ Arctic» in circa 280 città del mondo. Da Buenos Aires a Bangkok, da Yellowknife a Johannesburg, le persone chiedono ai leader politici di proteggere il fragile ecosistema Artico. Questa mattina a Roma un grande cuore è stato formato da attivisti e simpatizzanti di Greenpeace al Circo Massimo.

«Milioni di persone chiedono che gli incontaminati ghiacci artici vengano protetti da un divieto totale di trivellazione petrolifera nell’Oceano Artico. La nostra dipendenza dai combustibili fossili è erroneamente associata con il progresso e la prosperità, invece porta con sé la distruzione dell’ambiente e dell’economia. Un’altra strada è possibile e i nostri leader politici devono intraprenderla ora» afferma Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International.

A Londra una proiezione in 4D mostrerà la trasformazione di un palazzo simbolo della capitale nel paradiso artico; a Rio de Janeiro un enorme cuore verrà disegnato sulla sabbia della magnifica spiaggia di Copacabana, e a Washington centinaia di persone formeranno un grosso cuore di fronte al Campidoglio, il palazzo che ospita il Congresso statunitense.

Le centinaia di fotografie provenienti dell’evento «I ♥ Arctic» saranno raccolte in un libro che verrà consegnato ai ministri degli Esteri dei Paesi della regione artica che si riuniranno a maggio al Consiglio Artico a Kiruna, in Svezia.

«Appena una settimana fa siamo rientrati dalla spedizione al Polo Nord, durante la quale abbiamo sperimentato in prima persona la fragile bellezza artica. Vedere questa mobilitazione mondiale mi riempie di gratitudine e speranza. Ora è tempo per i partecipanti al Consiglio Artico di ascoltare queste migliaia di persone e creare un Santuario globale» commenta Josefina Skerk, un’attivista indigena membro del Parlamento Sami.

Josefina è uno dei quattro giovani ambasciatori artici appena tornati dalla spedizione di Greenpeace al Polo Nord, per portare i nomi dei quasi tre milioni di firmatari della petizione savethearctic.org e una Bandiera per il Futuro sul fondale del Polo Nord.