Fondazione Usa compra e restituisce oggetti sacri agli Hopi

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Robert Redford «felice». Erano stati messi all’asta a Parigi contro il loro volere

Gli Hopi dell’Arizona hanno accolto con gioia la notizia che ventuno kachina sacri (Katsinam, amici) messi all’asta a Parigi contro il loro volere sono stati comprati dalla Fondazione americana Annenberg con l’intento di restituirli loro. L’attore Robert Redford si è detto «felice».
Né l’incontro privato di Survival International con la casa d’aste, né l’udienza in tribunale richiesta dagli Hopi e da Survival erano riusciti a impedire la vendita degli oggetti, a cui la tribù era fermamente contraria. Anche l’ambasciata americana a Parigi aveva chiesto che i kachina fossero ritirati dalla vendita.
«Non si tratta di trofei da mettere sul camino; sono opere realmente sacre per i Nativi Americani – ha commentato Gregory Annenberg Weingarten in una dichiarazione rilasciata dalla Fondazione Annenberg -. Mi dà immensa soddisfazione sapere che saranno riportati a casa dai loro legittimi proprietari, i Nativi Americani».
«È un grande giorno non solo per il popolo Hopi, ma per la comunità internazionale in generale – ha detto Sam Tenakhongva, un sacerdote hopi -. Oggi, la Fondazione Annenberg ha dimostrato come fare la cosa giusta. Speriamo che questo gesto sia d’esempio per altri: solo chi è dotato della giusta conoscenza e responsabilità può prendersi cura di oggetti d’importanza culturale o religiosa. Non possono essere semplicemente messi in vendita».

Nel mezzo dell’attenzione mediatica sulla controversa asta, gli Hopi hanno rilasciato un appello urgente ai media nazionali e internazionali chiedendo di non mostrare immagini dei loro sacri kachina. Infatti qualsiasi esposizione dei kachina su carta, televisione o online è considerata profondamente offensiva e irrispettosa.
Un’altra asta si era svolta nell’aprile di quest’anno, dopo la perdita del caso legale intentato da Survival a nome degli Hopi con il sostegno gratuito degli avvocati di Skadden-Arps. L’avvocato Pierre Servan-Schreiber, impegnato pro bono in entrambi i processi, aveva allora comprato un kachina per poi restituirlo alla tribù.
«Sono rimasto profondamente turbato nel sapere che la casa d’aste Eve ha deciso di proseguire con la vendita degli oggetti sacri nonostante le richieste degli Hopi, dell’ambasciata americana e di Survival International – ha detto oggi Robert Redford, che aveva già espresso indignazione in occasione dell’asta di aprile -. È giunto il momento che il governo francese consideri di intervenire per prevenire qualsiasi vendita futura, perché sta causando grande dolore al popolo Hopi. Sono felice che la Fondazione Annenberg abbia agito in modo così onorevole comprando questi oggetti sacri per restituirli agli Hopi».
«Siamo contenti che questi oggetti possano essere restituiti ai loro legittimi proprietari grazie alla generosità della Fondazione Annenberg – ha detto il Direttore generale di Survival, Stephen Corry -. È chiaro a chiunque sia stato coinvolto in questo caso che la vendita ha causato grandi sofferenze agli Hopi. Per noi il principio fondamentale è sempre stato che la tribù deve essere trattata con decenza e rispetto».