10 «Manifesti» per le Buone pratiche

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decrescita natura Image by Larisa Koshkina from Pixabay
Image by Larisa Koshkina from Pixabay

La Fondazione pubblica 10 macrodescrittori per ottenere l’etichetta di certificazione

Oggi Natura e Biodiversità

Solo su «Villaggio Globale» è possibile consultare le modalità da rispettare per poter accedere alla richiesta dell’etichetta. Il grande impegno della Fondazione di Partecipazione delle Buone Pratiche. Oltre alla lettura che offriamo, gli interessati possono anche scaricare il Pdf

Che cos’è una Buona Pratica e come la si può valutare per distinguerla dalle tante cattive, tinteggiate di buono?
Ci prova la Fondazione di Partecipazione delle Buone Pratiche, sorta poco più di un anno fa col preciso scopo di creare addirittura un’etichetta che certifichi la corrispondenza di una pratica a rigorosissimi parametri di valutazione.
Abbiamo seguito l’iniziativa passo dopo passo, dalla sua prima presentazione all’assegnazione della prima etichetta e via via alle altre assegnazioni. Ora, per meglio rendere fruibile l’iniziativa, la Fondazione pubblica i «Manifesti», in pratica descrizione delle pratiche per raggiungere i vari obiettivi.
Basato su 10 macrodescrittori (definiti «Manifesti»), a loro volta articolati in sottoparametri, il processo di verifica spazia da rigorosi criteri di sostenibilità ecologica e sociale, alla valutazione dei servizi ecosistemici forniti, dagli effetti sulla biodiversità, alle politiche interne aziendali, dagli effetti sul clima al benessere umano a animale che caratterizzano la pratica sottoposta ad esame.
«Villaggio Globale», in 10 puntate, ospita la descrizione di tali parametri e i criteri di valutazione adottati dagli esperti della Fondazione.
Oggi si parla di Natura e Biodiversità. Oltre alla lettura che offriamo, gli interessati possono anche scaricare il Pdf.

MANIFESTO di BUONA PRATICA

ovvero il manuale di buona pratica in forma discorsiva

Definizione di Buona Pratica
Per Buona Pratica si intende una Azione umana, individuale o collettiva, già svolta o in corso di svolgimento, un Prodotto già realizzato o in corso di realizzazione; un Servizio già erogato o in corso di erogazione, un Progetto che realizza una Buona Pratica, che contemporaneamente si orientino e contribuiscano coerentemente allo sviluppo sostenibile ambientale, sociale, culturale ed economico dell’umanità; si orientino al contrasto, alla prevenzione e all’adattamento ai cambiamenti climatici globali e locali; risultino inclusivi; favoriscano l’equità sociale e l’accoglienza; rispettino i criteri definiti dalla Fondazione di partecipazione delle buone pratiche.

Fondazione buone praticheMANIFESTO N.1
BUONA PRATICA NATURA E BIODIVERSITA’

Requisiti per definire una buona pratica in tema di NATURA E BIODIVERSITA’:
1) Protezione del contesto naturale e della biodiversità
la buona pratica di gestione sostenibile del contesto naturale deve proteggere la natura e la biodiversità, attraverso l’attuazione delle seguenti azioni:
Conservazione degli habitat: la pratica deve lasciare all’evoluzione naturale tutto o parte del patrimonio boschivo esistente sul suolo in proprietà.
Difesa degli alberi monumentali e dei boschi evoluti: la pratica deve adottare la cura delle piante monumentali e la difesa attiva dei boschi evoluti.
Habitat negletti (Siepi e muretti a secco): la pratica deve conservare, potenziare o realizzare ex novo siepi, perimetrali o altro, con essenze vegetali autoctone e muretti o capanne di pietrame a secco.

2) Incremento sostenibile della biodiversità
La buona pratica di gestione sostenibile del contesto naturale deve incrementare la biodiversità, attraverso l’attuazione delle seguenti azioni su.
Habitat agricoli: la pratica deve avere una conduzione del fondo agricolo che esclude totalmente l’impiego di OGM e fitofarmaci xenobiotici, e di qualsiasi pratica che incrementi la semplificazione ecosistemica vegetale e alla distruzione di nicchie ecologiche storiche.
Biodiversità animale, micologica e lichenica: la pratica deve avere una conduzione del fondo agricolo che esclude totalmente l’impiego di qualsiasi pratica che punti alla semplificazione ecosistemica animale, micologica e lichenica e alla distruzione di nicchie ecologiche storiche.
Biodiversità agricola: la pratica deve attuare: ricerca, protezione, conservazione e diffusione di varietà animali e di cultivar agricoli tipici, ovvero di varietà antiche delle specie tradizionali.

3) Prevenzione e difesa del contesto naturale da danni esterni
La buona pratica di gestione sostenibile della natura e della biodiversità, deve difendere, anche con la prevenzione, il contesto naturale da azioni esterne attraverso l’attuazione dei seguenti interventi:
Restauro ecologico-ambientale: la pratica deve ripristinare il manto vegetale sul suolo di proprietà, secondo il modello vegetazionale potenziale spontaneo locale.
Genotipi: la pratica deve individuare e tutelare gli ecotipi e gli endemismi.
Fasce tampone boscate (Buffer strips: L’ecotono di transizione acqua/terra e il nastro vegetazionale fluviale costituiscono gli ambienti che in assoluto ospitano la maggior parte della biodiversità, come habitat di vita, di riproduzione, di rifugio, di sosta e per la funzione di corridoio ecologico per la fauna): se, in presenza di corsi d’acqua, il frontaliero di un fondo che attua la buona pratica deve garantire un’adeguata protezione della fascia di vegetazione riparia spontanea lungo le rive.
Corridoi ecologici e deframmentazione: la pratica escluse ulteriori frammentazioni di connessioni e corridoi ecologici, e concepiti processi di ripristino e difesa degli stessi.
Connessioni ecologiche in aree protette: se in presenza di aree S.I.C. e ZpS o di altre Aree Naturali protette, la pratica adotta interventi finalizzati alla realizzazione della rete Natura 2000.

4) Gestione sostenibile del contesto naturale da parte delle pubbliche amministrazioni attraverso interventi di rinaturalizzazione di corsi d’acqua
La pratica di gestione sostenibile del contesto naturale deve prevedere azioni da parte delle pubbliche amministrazioni per proteggere e incrementare la biodiversità: attraverso l’attuazione di interventi di rinaturalizzazione di corsi d’acqua.
Il requisito è pertinente solo per la pubblica amministrazione

5) Gestione sostenibile del contesto naturale da parte delle pubbliche amministrazioni attraverso interventi di realizzazione di fasce vegetali urbane e periurbane
La buona pratica di gestione sostenibile del contesto naturale deve prevedere azioni da parte delle pubbliche amministrazioni per proteggere e incrementare la biodiversità attraverso la realizzazione di fasce vegetali urbane e periurbane.
Il requisito è pertinente solo per la pubblica amministrazione

6) Gestione sostenibile del contesto naturale da parte delle pubbliche amministrazioni attraverso la redazione, adozione e realizzazione del Piano del Verde Comunale, integrato con gli strumenti urbanistici con criteri ecosistemici
La buona pratica di gestione sostenibile del contesto naturale deve prevedere azioni da parte delle pubbliche amministrazioni per proteggere e incrementare la biodiversità: attraverso la redazione, adozione e realizzazione del Piano del Verde Comunale, integrato con gli strumenti urbanistici con criteri ecosistemici.
Il requisito è pertinente solo per la pubblica amministrazione