Sette buone pratiche per l’acqua

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acqua bollicine

La Fondazione pubblica 10 macrodescrittori per ottenere l’etichetta di certificazione

Solo su «Villaggio Globale» è possibile consultare le modalità da rispettare per poter accedere alla richiesta dell’etichetta. Il grande impegno della Fondazione di Partecipazione delle Buone Pratiche. Oltre alla lettura che offriamo, gli interessati possono anche scaricare il Pdf

Che cos’è una Buona Pratica e come la si può valutare per distinguerla dalle tante cattive, tinteggiate di buono?

Ci prova la Fondazione di Partecipazione delle Buone Pratiche, sorta poco più di un anno fa col preciso scopo di creare addirittura un’etichetta che certifichi la corrispondenza di una pratica a rigorosissimi parametri di valutazione.

Abbiamo seguito l’iniziativa passo dopo passo, dalla sua prima presentazione all’assegnazione della prima etichetta e via via alle altre assegnazioni. Ora, per meglio rendere fruibile l’iniziativa, la Fondazione pubblica i «Manifesti», in pratica descrizione delle pratiche per raggiungere i vari obiettivi.

Basato su 10 macrodescrittori (definiti «Manifesti»), a loro volta articolati in sottoparametri, il processo di verifica spazia da rigorosi criteri di sostenibilità ecologica e sociale, alla valutazione dei servizi ecosistemici forniti, dagli effetti sulla biodiversità, alle politiche interne aziendali, dagli effetti sul clima al benessere umano a animale che caratterizzano la pratica sottoposta ad esame.

«Villaggio Globale», in 10 puntate, ospita la descrizione di tali parametri e i criteri di valutazione adottati dagli esperti della Fondazione.

Oggi si parla di Acqua. Oltre alla lettura che offriamo, gli interessati possono anche scaricare il Pdf.

Fondazione buone pratiche

MANIFESTO N.3

BUONA PRATICA ACQUA

Requisiti per definire una buona pratica in tema di acqua:

1) Limitazione del consumo di acqua

Spiegazione del requisito: La pratica in esame deve consentire, rispetto ad altre modalità normalmente in uso, di limitare il consumo di acqua o deve adottare tutte le tecniche e i comportamenti disponibili e praticabili per limitare l’impiego e il consumo di acqua.

2) Differenziazione della qualità d’uso

Spiegazione del requisito: L’impiego di acqua viene differenziato per diversa qualità disponibile, nella modalità applicabile alla situazione in cui si possa operare per disporre di volumi e reti duali.

3) Segregazione per qualità dei reflui

Spiegazione del requisito: Ai fini della loro gestione sostenibile, i reflui prodotti sono segregati per differente qualità, nella modalità applicabile. Risultano rilevanti le separazioni di reflui ineliminabili di natura non biologica da quelli di tale origine, e fra questi fra frazioni a diversa concentrazione di sostanza organica.

4) Trattamento reflui finalizzato a riuso e riuso di acqua e prodotti del trattamento sul luogo o in comunità locale

Spiegazione del requisito: Ove praticabile, i reflui sono trattati e riutilizzati in loco, insieme ai prodotti del trattamento. Il trattamento adottato è il minimo possibile in funzione della possibilità di riutilizzare le acque trattate e i prodotti di trattamento nella stessa realtà che richiede la certificazione, o comunque nel territorio ove presente, in area non esuberante l’impronta ecologica della comunità residente.

5) Prelievo ambientale della risorsa secondo sostenibilità del ciclo locale

Spiegazione del requisito: Ove vi sia un prelievo diretto ambientale della risorsa, da sorgente, da corpo idrico superficiale o sotterraneo, questo viene regolato secondo capacità rigenerativa della risorsa (bilancio idrico di sostenibilità); tale capacità rigenerativa è valutata da riferimenti ufficiali o stime locali descritte dal proponente. Nella valutazione può rientrare la componente di cui al punto 6).

6) Restituzione esuberi secondo ciclo naturale

Spiegazione del requisito: I reflui e i volumi di prelievo o di recupero non riutilizzabili per esubero di necessità sono reimmessi in ambiente secondo ciclo naturale locale, ovvero seguendo o rigenerando i destini originari dell’acqua nella specifica situazione. Detti volumi possono concorrere al bilancio di cui al punto 5).

7) Accumulo volumi meteorici per utilizzo per massima capacità possibile

Spiegazione del requisito: Le precipitazioni, sia piovose che nevose, sono raccolte e accumulate per l’uso più appropriato, secondo una scala di qualità alla quale si deve puntare all’atto della definizione degli schemi di recupero.