Reti integrate biologiche e chimico-fisiche

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L’ozono (O3) a livello troposferico è l’inquinante ad ampia diffusione più pericoloso per popolazione e sistemi naturali

L’ozono (O3) a livello troposferico è l’inquinante ad ampia diffusione più pericoloso per popolazione e sistemi naturali. Ci sono due metodi più comuni per misurare l’ozono: i metodi chimico-fisici e quelli biologici.
Le reti chimico-fisiche offrono dati quantitativi, ma puntuali e sinora concentrati quasi esclusivamente in ambiente urbano. Diversamente, le reti biologiche forniscono dati proxy semiquantitativi a larga scala. Data la loro complementarietà, l’integrazione di reti biologiche e chimico-fisiche offre considerevoli potenzialità per la stima dei livelli e degli effetti potenziali dell’ozono (superamento di livelli critici per popolazioni, colture e vegetazione forestale) a livello locale e sinottico. Questa integrazione è stata portata avanti con successo dalla Provincia di Firenze, in collaborazione con Arpa Toscana, Dipartimento di Firenze, a partire dal 2000 nell’am-bito del progetto quinquennale Spimqa (Sistema Permanente Integrato per il Monitoraggio della Qualità dell’Aria).
Un’esperienza analoga è in corso dal 2002 nella provincia di Lucca su iniziativa di ArpaT, Dipartimento di Lucca nell’ambito di una convenzione con la Provincia stessa. Linnæa ambiente Srl Firenze opera come consulente tecnico in entrambi gli studi. Le due indagini sono formalmente autonome, ma interamene coerenti per i metodi applicati e si basano sull’uso di piante adulte del bioindicatore Nicotiana tabacum Bel W3, universalmente noto per la sua sensibilità all’ozono, manifestata da sintomi fogliari specifici.
Tra i primi di giugno ed i primi di agosto degli anni 2000-2004 (Firenze) e 2002-2004 (Lucca) sono state installate numerose stazioni biologiche (ca. 12-15 a Firenze ed altrettante a Lucca), distribuite secondo uno disegno sistematico.
Cinque stazioni di calibrazione sono state collocate presso le centraline automatiche di Novoli e Settignano (Firenze) e Carignano, Porcari e Viareggio (Lucca). Il rilevamento settimanale dei sin-tomi ed opportune funzioni di stima hanno permesso di ottenere mappe di territoriali di distribuzione dei sintomi. Attraverso apposite funzioni di calibrazione sono state quindi stimate le concentrazioni di O3.
Nel 2003 la distribuzione territoriale dell’ozono evidenziava valori più elevati, e su superfici molto maggiori, nell’area fiorentina. Si notano valori elevati anche nelle aree montane del Mugello e delle Apuane e nelle aree collinari del Valdarno, del Chianti e della zona retrostante Viareggio. Le differenze tra valori stimati e valori misurati dalle centraline automatiche sono sempre entro i 20 µg*m-3, ovvero entro il campo dell’errore strumentale.
Da mappe del genere sono estraibili informazioni a livello di singolo comune: nel suo insieme, quindi, la rete integrata offre una considerevole opportunità per la classificazione del territorio e l’informazione ai cittadini residenti anche in zone diverse dai grossi centri urbani dotati di stazioni di monitoraggio automatico. Questo concetto è coerente con lo spirito della normativa comunitaria 2002/3 del 12/2/2002.

(Fonte Arpa Toscana)