Buon Natale a tutti ma non stressiamo gli alberi: sono vivi

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Natale è l’occasione per difendere la vita. Si scatena una sorta di apoteosi che dà il pretesto ciclico di riprendere a volte triti argomenti. Certo è una materia che è bene ricordare e non è mai abbastanza quello che si fa visti i risultati di una convivenza civile sempre più difficile e con un’erosione galoppante di valori universali che dovrebbero essere condivisi.
Ma per noi la vita è tutto: dalla scintilla primordiale al filo d’erba e all’invisibile microbo. Tutto è parte di un processo biologico che rende possibile la Vita sulla terra. Tutto è utile e indispensabile alla costruzione della

biosfera. Se una parte viene meno si impoverisce il tutto.
Per questo ci sembra risibile certa retorica quando magari, un’ora prima, si è andati per chioschi a comprare un vero albero di Natale e poi ci si è accaniti a ricoprirlo con decorazioni e luci… immaginate il contrario, se gli alberi decorassero l’uomo di Natale.
Sì, fa ridere, perché nella nostra visione antropocentrica non è possibile.
Gli alberi sono esseri viventi, ce ne stiamo accorgendo ora che le foreste diminuiscono e l’apporto di ossigeno, anidride carbonica, vapor acqueo diventa un mix con i gas che noi produciamo e ne risulta uno «sbilancio» a nostro danno.
Allora perché difendere gli alberi per tutto l’anno e poi a Natale punire l’abete? È figlio di un dio minore?
E se proprio non siamo capaci di acquistarne uno artificiale, seguiamo almeno i consigli della Forestale. Evitiamo gli addobbi con sostanze che intaccano la superficie dei rami e delle foglie come la neve artificiale e le bombolette d’oro e d’argento, le radici della pianta teniamole costantemente umide durante il periodo di permanenza in casa. Finite le festività, facciamo attenzione a ripiantare gli alberi di Natale nei nostri giardini. Controlliamo, se possibile, la specie della pianta, visto che molti abeti, soprattutto i più economici, vengono importati dal nord e dall’est dell’Europa. Il 90 per cento degli alberi di Natale, comunque, non riesce a sopravvivere dopo le feste a causa di condizioni climatiche inappropriate per la specie. Gli abeti hanno bisogno di una determinata altitudine, oltre i 1.000 metri e di zone fitoclimatiche particolari: piantarli nel giardino di casa o sul terrazzo potrebbe provocare un’inutile sofferenza a queste piante già stressate dal caldo, dagli addobbi e dalla mancanza di luce.
Buon Natale a tutti.