Il programma di attività di Arpat per il 2007

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Presentato anche il bilancio di previsione del 2007. Entrambi i documenti stanno seguendo il loro iter amministrativo, che prevede l’approvazione da parte della Giunta Regionale

Sono stati adottati dall’Agenzia con Decreto del Direttore generale n° 540 del 22/12/2006 il Programma di attività triennale 2007-2009 e il Programma di attività annuale 2007 dell’Agenzia, insieme al Bilancio di previsione per il 2007 (Decreto n° 541 del 22/12/2006). Entrambi i documenti stanno seguendo il loro iter amministrativo, che prevede l’approvazione da parte della Giunta Regionale. «La prima parte del Programma – dice il Direttore generale Sonia Cantoni – dà atto dell’evoluzione che nel corso degli ultimi anni si è manifestata nel campo della domanda ambientale e del conseguente coinvolgimento e sviluppo delle nostre attività. Per quanto riguarda il prossimo triennio, vengono proposte dieci strategie di azione di Arpat con cui intendiamo focalizzare il significativo ruolo attuale e potenziale che l’Agenzia riveste nel Sistema regionale e nazionale della protezione dell’ambiente». Queste le strategie di azione:

Prima strategia: agire per l’attuazione del Praa

Il Praa definisce il quadro di riferimento principale per garantire la rispondenza delle prestazioni di Arpat ai nuovi fabbisogni di Regione ed Enti locali. Il Praa individua anche le principali attività richieste all’Agenzia in relazione ai macro-obiettivi ed alle relative strategie ed azioni.

Seconda strategia: supportare le politiche di sviluppo sostenibile della regione Toscana (Prs, Pit)

L’Agenzia, per mezzo delle sue attività di controllo, monitoraggio, assistenza istruttoria e raccolta, organizzazione e diffusione di informazioni ambientali a favore dei responsabili decisionali e dei cittadini, contribuisce a raggiungere gli scopi di protezione dell’ambiente e di miglioramento della salute dell’uomo, ma ancora più in generale gli obiettivi di sviluppo sostenibile, nel rispetto del principio di integrazione delle politiche ambientali con le altre politiche di governo.

Terza strategia: focalizzarsi sui livelli essenziali di attività ambientale (Leta)

Arpat sarà impegnata a fornire alla Regione gli elementi per l’individuazione dei Leta, per contribuire a migliorare la capacità di programmazione e di governo della spesa ambientale in Toscana e di determinare una risposta adeguata al fabbisogno pubblico per la tutela dell’ambiente. Per fare questo si sta procedendo a definire un «catalogo» di attività, con un’attenzione particolare alla domanda di intervento del territorio.

Quarta strategia: lavorare bene in Agenzia – la gestione in qualità

Si conferma anche per il prossimo triennio la scelta di guidare e far funzionare l’organizzazione dell’Agenzia tramite una gestione sistematica e trasparente, sempre aggiornata, finalizzata a migliorare con continuità le prestazioni, in termini di efficacia e di efficienza.

Quinta strategia: operare a supporto dell’integrazione delle politiche fra ambiente e salute

Sempre più significativi sono i settori di attività comune; tra gli altri la valutazione e comunicazione integrata del rischio ambientale e sanitario, con particolare riferimento alla matrice aria, le azioni volte a ridurre l’impatto dei prodotti fitosanitari e delle sostanze pericolose sulla salute e sull’ambiente, la gestione dei progetti regionali «radon» e «amianto».

Sesta strategia: operare secondo il principio di sussidiarietà sia verticale che orizzontale

Sarà rafforzato il carattere di strumentalità tecnica dell’Agenzia a favore di tutti i livelli istituzionali (a partire, in particolare, dalle Province) coinvolti nelle politiche di protezione ambientale.

Settima strategia: sviluppare sinergie e superare le sovrapposizioni con altri Enti

L’integrazione, oltre che nell’ambito della gestione delle attività più tradizionali di Arpat e nelle relazioni con le Strutture del Servizio sanitario regionale, dovrà avvenire anche nelle relazioni esterne con i soggetti che operano direttamente per la protezione ambientale, la ricerca e l’innovazione e, specificamente, con il mondo universitario e nelle relazioni con i diversi soggetti produttori della «conoscenza».

Ottava strategia: aggiornare e razionalizzare le funzioni, le strutture e l’organizzazione dell’Agenzia

Scopo di tale processo sarà la ricerca e l’individuazione di possibili margini di recupero e di aumento dei ricavi, di miglioramento delle condizioni di offerta, di recupero e di riduzione dei costi di produzione; il ridisegno organizzativo conseguente potrà costituirne eventuale esito complementare. In vista di questo processo e nell’ambito del processo di elaborazione della legge regionale di riforma, è stato condotto uno studio dei principali aspetti di criticità del sistema, i cui esiti sono contenuti nel report «Arpat ? 10 anni di esperienza. Aspetti critici del funzionamento dell’ente e delle relazioni istituzionali» (Arpat, 2006).

Nona strategia: attuare il principio chi inquina paga

Nell’ambito del più ampio obiettivo del controllo dei determinanti di costo e di ricavo dell’Agenzia, tra le azioni strategiche che orienteranno l’azione dell’Agenzia a partire dal 2007 si colloca la più ampia promozione dell’attuazione del principio europeo «chi inquina paga», anche attraverso azioni di proposta e collaborazione con la Regione e, a livello nazionale, nell’ambito del sistema agenziale.

Decima strategia: contribuire a qualificare il sistema delle Agenzie per l’ambiente a livello nazionale

L’impegno di Arpat, con tutte le altre Agenzie, nazionale, regionali e provinciali, sarà quello di concorrere allo svolgimento di una serie di attività riferibili da un lato allo sviluppo e all’azione istituzionale del sistema, dall’altro alla costruzione ed alla omogeneizzazione di comportamenti tecnici, per l’assolvimento più equo ed efficace delle funzioni di competenza.
Le attività di Arpat possono essere rappresentate come un sistema in cui interagiscono processi primari, direttamente rivolti alla realizzazione dei prodotti e dei servizi, e processi di supporto, che producono valore in favore dei processi primari e li alimentano.
I Processi primari, relativi alla realizzazione dei prodotti e dei servizi di Arpat, sono classificabili complessivamente come processi di protezione ambientale e si concretizzano nelle attività caratterizzanti la mission dell’Agenzia; possono essere ricompresi nelle categorie del controllo, del supporto tecnico, della costruzione e organizzazione della conoscenza e della sua diffusione.
In particolare per quanto riguarda il controllo, negli ultimi dieci anni è intervenuto un importante cambiamento nella logica dei controlli a seguito dell’evoluzione generale delle politiche di protezione ambientale e di sviluppo sostenibile che si è manifestata a livello europeo, nazionale e locale.
Il controllo si è sempre più inteso come strumento complesso di conoscenza e intervento, da riorganizzare secondo un’adeguata pianificazione e standardizzazione tecnica, procedurale e gestionale delle attività. Tale evoluzione ha necessariamente coinvolto e influenzato le attività dell’Agenzia che, per il prossimo triennio, ritiene indispensabile prevedere forme di cooperazione delle proprie attività rispetto agli altri corpi dello Stato con funzioni di controllo, sia a fini di scambio di reciproche informazioni in forma, che a fini di una collaborazione operativa.
Il programma di attività 2007 dell’Agenzia è stato articolato, per i processi primari, secondo le aree di azione prioritaria e i macro obiettivi del Praa (Cambiamenti climatici, Natura, biodiversità e difesa del suolo, Ambiente e Salute, Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti) e anche dettagliato in relazione alle «Aree di criticità ambientale» di valenza regionale. Per le attività previste all’interno delle varie aree di azione sono stati individuati indicatori di prestazione, con obiettivi quantitativi.
Per quanto riguarda i programmi di attività dei Dipartimenti, questi sono stati illustrati secondo la suddivisione per macroaree: nel 2005, infatti, sono state individuate all’interno dell’Agenzia 4 macroaree che raggruppano tutti i Dipartimenti e i Servizi a livello sovraprovinciale:
? Macroarea A: Firenze, Pistoia, Prato;
? Macroarea B: Lucca, Massa Carrara, Pisa;
? Macroarea C: Grosseto; Livorno (con Piombino);
? Macroarea D: Arezzo e Siena.

Inizialmente pensate per l’ottimizzazione delle funzioni di laboratorio, queste macroaree costituiscono oggi un riferimento territoriale importante per verificare e continuare a migliorare l’adeguatezza delle diverse funzioni dell’Agenzia, rispetto alla crescente domanda di intervento sul territorio e alla effettiva disponibilità di risorse.
«Il 2007 – afferma Sonia Cantoni – sarà un anno importante per l’Agenzia, per lavorare sempre meglio, per misurare e comunicare sempre meglio le cose che facciamo. Ci assesteranno la capacità di innovazione e la professionalità, la convinzione e la passione che abbiamo maturato in questi dieci anni di vita dell’Agenzia, ma anche la consapevolezza del limite, che è un determinante della nostra cultura ambientalista».