Gli agricoltori fanno la loro parte per tamponare i cambiamenti climatici

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Uso ridotto e razionale dell’acqua, meno fitofarmaci, più biologico e biomasse. Al convegno nazionale promosso dalla Confederazione a Roma sono state indicate alcune regole preziose perché anche l’agricoltura contribuisca alla lotta contro l’emissioni CO2, principale causa dell’effetto serra. Il presidente Politi: vogliamo dare il nostro contributo per superare le emergenze e rispondere alle esigenze dei produttori e dei consumatori

Riduzione del 15% dell’uso dell’acqua, del 20% dell’impiego di fitofarmaci, del 15% delle lavorazioni superficiali dei terreni; aumento del 25% delle produzioni di biomasse, del 10% del biologico e del 3% dei rimboschimenti; recupero di antiche varietà per l’«aridocoltura» e sperimentazione; messa in produzione di 30/40 colture idroresistenti. Queste alcune regole contenute in un «decalogo» che l’agricoltore dovrà rispettare per ottenere primi significativi risultati entro il 2010 nella sfida posta dai cambiamenti climatici.
Un decalogo che è stato predisposto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e presentato a Roma nel corso del convegno, promosso dalla stessa organizzazione, sul tema «Cambiamenti climatici,