Una nuova molecola «cura» il tumore del bronzo

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I reperti archeologici, una volta venuti alla luce, si coprono di macchie verdi, fino alla totale corrosione. Una ricerca fatta dall’Ismn?Cnr blocca la «metastasi» del male e permette di recuperare il manufatto

Una buona notizia per i restauratori. Presto avranno a disposizione un «farmaco» più efficace per sconfiggere il «tumore» del bronzo, la malattia colpisce soprattutto i reperti archeologici. Una volta venuti alla luce, questi si ricoprono di macchie verdastre che in breve tempo polverizzano il manufatto. I ricercatori dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Consiglio nazionale delle ricerche hanno progettato, sintetizzato e validato una molecola organica, la DM02, in grado di arrestare il processo di deperimento.
«Il fenomeno di degrado è causato dal cloruro rameoso formatosi all’interno dell’oggetto nel corso dei secoli ? spiega Gabriel Maria Ingo