Alt ai cambiamenti climatici!Riduciamo la Co2

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La Settimana s’inquadra nella campagna per il «Decennio Onu dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014» (Dess), promossa dall’Unesco allo scopo di diffondere
valori, consapevolezze, stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta. A proclamare la manifestazione e scegliere il tema dell’anno, sulla base degli orientamenti dell’Unesco e della proposta della Commissione Italiana, è stato il «Comitato nazionale Dess», di cui fanno parte tutte le principali realtà che operano a livello nazionale per diffondere la cultura della sostenibilità: Ministeri, Regioni, rappresentanze socio-economiche, associazioni, enti di ricerca e formazione, reti di scuole.
L’edizione 2007 della Settimana di Educazione allo Sviluppo
Sostenibile intende potenziare il percorso già intrapreso
nel 2006. Mettendo in campo il tema dei cambiamenti climatici
e della riduzione della Co2, si intende consolidare
l’esperienza dello scorso anno nel campo dell’energia incrociandola con altre tematiche connesse, quali ad esempio
la mobilità, l’agricoltura, il turismo, i rifiuti, la siccità, e gli
aspetti sociali del tessuto urbano.
La questione dei cambiamenti climatici Nel corso degli ultimi anni ha preso corpo un processo senza precedenti nella storia del rapporto «scienza-società» e cioè il progressivo e rapido convergere delle accademie scientifiche di alcuni importanti paesi (G-8, ma anche, Sud Africa, Brasile, Cina, India) sulla valutazione del fenomeno dei cambiamenti climatici e sulla responsabilità antropica nella causa di questo fenomeno. Anche l’Ipcc, il Panel di tecnici delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, per decenni cauto nel denunciare il fenomeno, adagiandolo su una prospettiva graduale, che non sollecitasse dai governi scelte troppo perentorie, nell’ultimo anno ha accorciato le previsioni temporali, indicando un’evoluzione del rapporto «aumento della concentrazione di Co2 in atmosfera / aumento della temperatura del pianeta», che richiede con urgenza
interventi. La questione dei cambiamenti climatici costituisce dunque uno dei maggiori problemi del nostro secolo con gravi conseguenze per la vita di tutte le specie che popolano il pianeta. A riportare i danni maggiori sono spesso le popolazioni più povere che hanno pochi mezzi per far fronte agli effetti che ne derivano e che, come emerge dall’ultimo rapporto dell’Unep, l’agenzia della Nazioni Unite per l’ambiente, reso pubblico lo scorso 25 ottobre, possono essere ulteriormente danneggiate dai rimedi messi in atto dai paesi.
Nei paesi in via di sviluppo infatti è la vita stessa degli abitanti
ad essere messa in pericolo dai cambiamenti in atto,
come accade in presenza della desertificazione o degli uragani.
«La salvaguardia dell’ambiente è essenziale per eliminare
la povertà; – si legge nel documento – nella Repubblica
Dominicana, ad esempio, le foreste coprono un quarto del
territorio, mentre nella vicina Haiti solo l’1%, e questo ha
fatto sì che nel 2004 l’uragano Jane ha fatto solo 20 vittime
in Repubblica Dominicana mentre ad Haiti, che è nella stessa
isola, i morti sono stati 2700».
Un altro recente rapporto dell’Unesco, Case Studies on
Climate Change and World Heritage, reso pubblico nello
scorso mese di aprile, mette in luce un non meno allarmante
aspetto del problema: le conseguenze dei cambiamenti climatici sul patrimonio del mondo intero.
Frane (come quella che a giugno ha distrutto la Valle dei
Geyser, sito russo Unesco), allagamenti, uragani e tsunami
costituiscono una concreta minaccia per l’eredità naturale
e culturale che dovremmo trasmettere alle nuove generazioni.
Un caso preso in esame dal rapporto che richiama il massimo
livello d’attenzione delle politiche ambientali del nostro
paese è quello di Venezia, dal 1987 città patrimonio dell’umanità.
Se è da sempre a rischio a causa del suo posizionamento
e del suo aspetto geo-morfologico, vive allo stato attuale
un aggravamento dei fenomeni legati all’affondamento
per le immissioni delle acque sporche delle aziende che
prelevano acqua freatica dalle falde acquatiche profonde. Il
futuro la vede, inoltre, fortemente minacciata dall’innalzamento delle acque degli oceani dovuto allo scioglimento dei ghiacciai e dalla lenta erosione delle coste che conseguirà.
L’educazione allo Sviluppo Sostenibile e il mutamento
negli stili di vita La drammatica urgenza della lotta ai cambiamenti climatici è ormai sicuramente ed ampiamente percepita, ma tale presa di coscienza non è, ancora ad oggi, accompagnata da un concreto mutamento degli stili di vita e dei sistemi produttivi, in parte anche a causa dei messaggi confusi e poco coerenti che provengono dalle diversi sedi.
Sotto l’egida della Commissiona Nazionale Italiana
Unesco la Settimana 5-11 novembre vedrà scendere in
campo centinaia di soggetti, dalle istituzioni, alle scuole,
alla società civile.
Oltre 250 sono le iniziative in programma, finalizzate non
solo a informare sul tema e sui suoi vari aspetti, ma anche a
sviluppare negli individui e nelle collettività, soprattutto tra
i più giovani, capacità operative e senso di responsabilità e
a incoraggiare cittadini, imprese ed enti pubblici a contribuire
con le loro piccole ma importanti scelte quotidiane
all’abbattimento dei gas serra.
La Commissione Nazionale Unesco intende, con questa
iniziativa, promuovere l’idea di un futuro orientato a un
cambiamento, che permetta di passare da un mondo fondato
sulla «quantità» a un mondo che a ssuma come valore la
«qualità»: della vita, dei rapporti tra gli uomini, dei rapporti
tra l’uomo e il Pianeta.
Un diverso modo di pensare, una diversa cultura, una diversa
educazione costituiscono l’ineludibile condizione per questo cambiamento.

Le iniziative
Per la Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (5
– 11 novembre 2007) numerosissime le iniziative in programma:
circa 250, grazie alle collaborazioni che sono sorte
spontaneamente sul territorio sotto il «cappello» della
campagna Unesco per la sostenibilità.
Il merito va in particolar modo riconosciuto ai membri del
«Comitato nazionale per il Decennio dell’Educazione», in
primo luogo alle Regioni e alle organizzazioni e associazioni
con struttura «a rete», che si sono attivate coinvolgendo a
loro volta enti locali, Università, scuole, centri, Club Unesco,
imprese per dar vita a una settimana densa di manifestazioni.
I temi affrontati sono numerosi e in vario modo connessi
alle cause o agli effetti degli sconvolgimenti climatici: siccità,
rifiuti, mobilità, degrado urbano, agricoltura, alimentazione,
energia…
Ecco alcune delle tipologie degli eventi in programma:
Le iniziative delle scuole sono del genere più vario come,
ad esempio, l’allestimento di laboratori o giochi interattivi,
la presentazione di lavori dei ragazzi (mostre, filmati, manifesti, prodotti multimediali..), incontri con esperti e autorità locali, concorsi a premi etc. Le scuole, nel pieno rispetto degli orientamenti forniti dall’Unesco sull’educazione
alla sostenibilità, assumono un ruolo cardine e propulsivo
coinvolgendo gli altri soggetti del territorio, gli enti locali,
le altre scuole, e la cittadinanza stessa. Mostrano di sapersi
sempre più muovere in rete e di saper attuare con successo
pratiche di «peer education» (educazione tra pari), che vedono gli studenti assumere attivamente il ruolo di educatori
e comunicatori. Alcune interessanti iniziative toccano il tema
dell’energia sostenibile partendo da prospettive diverse,
come quelle finalizzate a calcolare i chilometri alimentari
dei piatti serviti in mensa per meglio comprendere le possibilità di ridurre le emissioni derivanti dal trasporto.
Gazebo/stand/punti informativi saranno allestiti in varie
piazze italiane, per creare dei momenti di sensibilizzazione
alla portata di tutti in cui il cittadino possa ricevere informazioni non solo sulla tematica, ma anche sulle modalità
pratiche per poter cambiare i propri stili di vita (ad es. allestire dispositivi di energia sostenibile nella propria casa);
saranno fornite dunque notizie e spiegazioni su bandi esistenti, regolamenti applicabili, possibili agevolazioni, finanzianti disponibili etc.
In molti casi gli stand sono accompagnati da esposizioni di
dispositive, presentazioni di auto ecologiche, distribuzione
di lampade a basso consumo, etc…
Momenti di svago quali spettacoli, concerti e eventi, dove
il pregio artistico affianca l’impatto etico, animano la kermesse, così come serate di lettura, mostre, e numerose
proiezioni del film «Una scomoda verità» di Davis Guggenheim/Al Gore.
I convegni e i seminari infine, oltre a rappresentare un momento di confronto con esperti di alto livello, sono caratterizzati anch’essi da quel taglio pratico e formativo che contraddistingue l’intera manifestazione. Molti di tali momenti
sono stati orientati alla formazione dei docenti, all’aggiornamento professionale, alla presentazione di tecnologie o pratiche innovative, così come al ruolo delle conoscenze tradizionali e, infine, alla creazione di forum di discussione con la cittadinanza locale. Non mancheranno eventi via web altamente innovativi e interattivi.
E ancora: percorsi guidati all’interno di impianti, escursioni
in aree protette, visite a edifici sostenibili e «case ecologiche»,
pedalate, attività educative sul luogo di lavoro, e molto altro.