2-Legni a «Norma di legge» (districarsi fra gli standard)

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La svolta del ’93, quando in Canada è nato il Forest Stewardship Council (Fsc), una Ong internazionale composta da gruppi ambientalisti e per la difesa dei diritti umani, professionisti forestali, organizzazioni indigene, imprenditori ed enti di certificazione

Il concetto di consumo responsabile si va progressivamente affermando, soprattutto in quei paesi industrializzati che, per primi, si sono dovuti interrogare sulle ricadute ambientali. Da ricerche condotte negli Stati Uniti e in Europa occidentale emerge che i consumatori sono disposti a pagare di più per acquistare prodotti eticamente corretti.
Se non fosse oggetto di un business che infierisce sugli ecosistemi forestali, il legno potrebbe rappresentare il materiale ecologico per eccellenza. Rispetto ad altre sostanze come il Pvc non inquina, è in grado di ricrescere, è biodegradabile e può essere reimmesso nel ciclo naturale al termine del suo utilizzo.
/> Invece lo scempio delle foreste è proseguito indisturbato per quasi cinquant’anni prima che, dalla semplice preoccupazione, si passasse a proposte ed interventi efficaci.
Le denunce degli ambientalisti, le azioni dimostrative, gli appelli da parte di rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura sono serviti a sensibilizzare l’opinione pubblica.
La presa di coscienza ha rappresentato il passo decisivo perché, per la prima volta, si è potuto intervenire nei meccanismi di mercato, condizionandoli alle richieste di consumatori sempre più attenti alle questioni ambientali.
In questo senso la svolta si è registrata nel ’93, quando in Canada è nato il Forest Stewardship Council (Fsc), una Ong internazionale composta da gruppi ambientalisti e per la difesa dei diritti umani, professionisti forestali, organizzazioni indigene, imprenditori ed enti di certificazione.

– L’Fsc è diventato uno standard
– I legni da evitare
– Gli attuali standard
– Appuntamenti

– 1-L’industria del legno, le foreste e lo tsunami