Un’orsa morta nella Riserva integrale del Parco d’Abruzzo

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Il presidente del parco: «costituisce una perdita gravissima, data la situazione a rischio di questa preziosa specie autoctona»

Un’orsa di 5-8 anni, del peso di circa quaranta chilogrammi, è stata trovata in stato di decomposizione, ai margini del bosco a quota 1.945 metri in località Valle Orsara, sulle pendici del Monte Campitello, in Comune di Scanno (L’Aquila), all’interno della Riserva integrale del Parco.

Il ritrovamento è avvenuto su segnalazione di alcuni escursionisti diretti sul Monte Marsicano che lo hanno segnalato al Corpo forestale dello Stato di Castel di Sangro. Al recupero della carcassa, oltre gli Agenti del Cta e un Reparto Guardie del Parco hanno partecipato anche ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università «La Sapienza» di Roma, titolari della ricerca scientifica in corso.

Dopo un preliminare esame della zona circostante, al fine di rinvenire eventuali tracce, segni, materiale biologico che potesse condurre alla individuazione delle cause della morte dell’animale ed un primo rilievo necroscopico e antropometrico della carcassa, la stessa è stata trasportata presso la Direzione del Parco a Pescasseroli per ulteriori esami.

Qui, dalla ricognizione esterna della carcassa non sono emersi ulteriori elementi utili per accertare definitivamente la causa della morte. Comunque, l’età adulta del soggetto, che indica una piena maturità biologica dell’animale e la località di alta montagna in cui è stata rinvenuta e l’importanza conservazionistica rivestita da una femmina di Orso deceduta, richiedono ulteriori accertamenti, sia anatomopatologici che tossicologici al fine di escludere con certezza cause di morte riconducibili all’uomo (bracconaggio, avvelenamenti), presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo competente territorialmente.

«Siamo veramente addolorati per questa ennesima morte di un prezioso esemplare di Orso bruno marsicano – dichiara il Presidente del Parco, Giuseppe Rossi -. Si tratta di un danno incalcolabile per il Parco e per l’Italia. La morte di ogni individuo di Orso, in questo caso si tratta di una femmina!, costituisce una perdita gravissima, data la situazione a rischio di questa preziosa specie autoctona. Naturalmente il Parco continuerà nella sua azione di potenziamento delle attività di sorveglianza e di conservazione, pur nelle difficoltà oggettive in cui è costretto a operare».

Nei prossimi giorni continueranno i pattugliamenti delle Guardie del Servizio Sorveglianza del Parco e degli Agenti del Cta/Cfs coordinati dal dottor Luciano Sammarone, allo scopo di verificare l’integrità del territorio intorno al luogo di ritrovamento dell’Orso morto.

(Fonte Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise)