Incendi in calo ma il 70% in Campania e Calabria

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Salerno, Caserta, Napoli e Cosenza le province più colpite. Gli ambientalisti rinnovano l’appello a non abbassare la guardia

Secondo i dati messi a disposizione dal Corpo Forestale dello Stato il numero degli incendi boschivi divampati in tutta Italia (ad eccezione delle regioni a statuto autonomo) dal 1° agosto al 21 agosto sono stati 1.217, cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2008. Un lieve ma significativo segnale di calo del numero di focolai che ci lascia ben sperare sull’importanza della prevenzione – sottolinea Walter Iannotti Responsabile della Campagna nazionale Preveniamo gli incendi promossa dall’associazione ambientalista Vas Onlus e patrocinata dalla Confederazione italiana agricoltori, ministero dell’Ambiente, ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Corpo forestale dello Stato e numerosi associazioni ed enti locali – ma ciò che ci preoccupa è che su circa 1.217 focolai divampati in tutta Italia ben 827 sono concentrati in solo due regioni ed in particolar modo nelle province di Salerno e Cosenza. Chiediamo, pertanto – ha aggiunto il responsabile degli ambientalisti Walter Iannotti – l’intervento della magistratura e degli organi inquirenti perché venga fatta luce sulla discrepanza di tali dati.

Nei primi ventuno giorni di agosto la regione Campania è stata per ben diciotto giorni la regione più colpita da incendi boschivi d’Italia con un totale di 559 focolai (46% degli incendi totali), al secondo posto la regione Calabria con 268 focolai (22% degli incendi totali). In termini percentuali circa il 70% degli incendi boschivi di questi giorni è circoscritto in sole due regioni ed in particolar modo in quattro province: Salerno con 190 incendi (il 16% degli incendi totali), Caserta con 92 incendi (l’8% degli incendi totali), Napoli con 87 incendi (il 7% degli incendi totali) e Cosenza con 55 incendi.(il 5% degli incendi totali).

L’Associazione ambientalista Vas Onlus e la Confederazione italiana agricoltori confermano la necessità di non abbassare la guardia e rinnovano l’appello «Prevenire è meglio che spegnere» per salvare il patrimonio verde italiano rilanciano la necessità di mettere in atto azioni preventive:

  • NON ACCENDERE FUOCHI FUORI DALLE AREE ATTREZZATE. Non abbandonare mai il fuoco, prima di andare via accertati che sia completamente spento.

  • NON GETTARE MOZZICONI DI SIGARETTE O FIAMMIFERI ANCORA ACCESI. Possono incendiare l’erba secca delle scarpate lungo strade, ferrovie, ecc.

  • PRIMA DI PARCHEGGIARE L’AUTO ACCERTATI CHE LA MARMITTA NON SIA A CONTATTO CON L’ERBA SECCA. Il calore della marmitta potrebbe incendiarla.

  • NON ABBANDONARE I RIFIUTI NEI BOSCHI E NELLE DISCARICHE ABUSIVE. Utilizza gli appositi contenitori: i rifiuti se abbandonati, possono rappresentare un pericoloso combustibile.

  • NON BRUCIARE, SENZA LE DOVUTE MISURE DI SICUREZZA, LE STOPPIE, LA PAGLIA E ALTRI RESIDUI AGRICOLI. Rispetta le norme regionali in materia. Circoscrivi ed isola il terreno con una fascia arata di sufficiente larghezza efficace ad arrestare il fuoco. In pochi minuti potrebbe sfuggirti il controllo del fuoco.

  • SE AVVISTI DELLE FIAMME O ANCHE SOLO DEL FUMO DAI L’ALLARME. CHIAMA IL 1515. Non pensare che altri l’abbiano già fatto. Fornisci le indicazioni necessarie per localizzare l’incendio.

  • NON SOSTARE IN LUOGHI VERSO I QUALI SOFFIA IL VENTO. Potresti rimanere imprigionato tra le fiamme e non avere più una via di fuga.

  • L’INCENDIO NON È UNO SPETTACOLO, NON SOSTARE LUNGO LE STRADE, intralceresti l’arrivo dei mezzi di soccorso e le operazioni di spegnimento necessarie per gestire l’emergenza.

Il vademecum per l’agricoltore

– Carenze costruttive. Per motivi di spazio l’abitazione e l’edificio agricolo spesso sono confinanti e la mancanza di pareti tagliafuoco o compartimenti antincendi, può determinare la propagazione del fuoco verso altre pareti dell’edificio.

– Impianti elettrici. Impianti elettrici non conformi e difettosi possono causare incendi. Cavi elettrici volanti o schiacciati possono generare dei corto circuiti con conseguenza la creazione di scintille e quindi d’incendi.

– Il trattore nel fienile. Rappresenta un rischio di generare un incendio in quanto l’eventuale presenza di residui di mangime sul tubo di scappamento del trattore o dei furgoni possono generare combustioni senza fiamma.

– Stoccaggio del fieno ed essiccatura di granaglie. Il fieno nelle giornate calde si secca in superficie restando umido all’interno. L’umidità genera la decomposizione e quindi la formazione di batteri che possono condurre all’autocombustione.

– Le scariche atmosferiche. Gli edifici devono essere provvisti di impianto di protezione dalle scariche atmosferiche.

– Le fiamme libere. Le caldaie devono essere installate in appositi locali lontani da materiale infiammabile e per le ceneri incandescenti bisogna utilizzare dei contenitori stagni di materiale incombustibile. Nei fienili: non si deve fumare; è necessario qualora si effettuino lavori di saldatura, molatura oppure si utilizzi il flex, provvedere all’allontanamento di tutti i materiali combustibili nel raggio minimo di 10 metri; coprire i materiali e gli oggetti combustibili qualora fossero inamovibili; tenere a disposizione idonei mezzi di estinzione; controllare al termine dei lavori che non ci siano residui infiammabili.

– Lampade. Le lampade lasciate accese possono provocare un serio rischio dovuto all’aumento della temperatura raggiunta in superficie.

– Concimi. I sacchi di concimi se esposti al sole possono generare fenomeni di autocombustione dovuta all’umidità e quindi alla decomposizione(reazione chimica).

– Ragnatele. Rappresentano del combustibile e quindi alla minima scintilla possono ardere.

Vas e Cia inoltre ricordano che l’incendio boschivo, sia doloso sia colposo, è un delitto contro la pubblica incolumità e come tale è perseguito penalmente. Chi provoca un incendio è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è la reclusione da 1 a 5 anni. «Bisogna, pertanto, mettere assolutamente un freno – hanno rilevato i presidenti di Cia e Vas – alla macchina distruttrice del fuoco e alle lobby degli incendiari».

Se avvisti un incendio telefona subito al 1515 del Corpo Forestale dello Stato

(Fonte Vas)