Clima – Un sistema informativo come supporto alle decisioni

353

In questa edizione l’attenzione si è focalizzata sulla necessità di avere una struttura con valenza internazionale che produca servizi ed informazioni sul clima trasformabili in decisioni politiche

Il 4 settembre si è conclusa la terza Conferenza sul Clima tenutasi a Ginevra, in Svizzaera, e nel quale esperti e politici da tutto il mondo si sono riuniti per discutere del cambiamento climatico ma soprattutto per garantire alle attuali e future generazioni un sistema di accesso alle informazioni e previsioni sul clima.

La III Conferenza di Ginevra è stata organizzata dall’Organizzazione mondiale di meteorologia (Wmo), insieme alle Nazioni unite ed altre importanti organizzazioni internazionali e regionali.

La I e la II conferenza sul clima si tennero rispettivamente nel 1979 e nel 1990.

La prima rappresentò un rompighiaccio rispetto alle tematiche del clima; la seconda invece affermò con consapevolezza che erano in atto cambiamenti climatici.

In questa III Conferenza gli esperti hanno fornito un’istantanea sullo stato degli studi, ricerche, osservazioni su scala internazionale e locale in materia di clima.

Si sono scambiate informazioni su buone prassi per affrontare gli impatti del clima, ma in particolare si è focalizzata l’attenzione sulla necessità di avere una struttura con valenza internazionale che produca servizi ed informazioni sul clima trasformabili in decisioni politiche.

Michel Jarraud, Segretario generale del Wmo, ha precisato che «finora sono state fornite informazioni sul clima ad hoc, specifiche, di tipo settoriale. Ora invece è necessario un sistema attraverso il quale tutti possano accedere alle informazioni accreditate sul clima. C’è bisogno di una struttura che si ponga da ponte tra chi produce informazioni e chi ne deve fruire, in modo da prendere decisioni in grado sia di affrontare i rischi immediati prodotti dai cambiamenti climatici ma anche di programmare e pianificare, economicamente e socialmente, soluzioni a lungo termine capaci di creare adattamento ai cambiamenti del clima in atto».

Durante l’evento sono stati stabiliti  due approcci da seguire: da una parte mitigare il cambiamento climatico e dall’altra dare avvio ad un adattamento ai mutamenti in corso.

Gli esperti sono infatti sempre più convinti che le condizioni estreme dovute alla variabilità ed al mutamento del clima saranno sempre più frequenti con l’aumentare della temperatura sul nostro pianeta.

La struttura internazionale sul clima deve rendere note le informazioni e le previsioni meteorologiche ad una vasta gamma di pubblico, ma in particolare ai decisori politici.

Questi saranno così capaci di affrontare al meglio situazioni climatiche estreme quali ondate di caldo, tempeste di sabbia, cicloni, siccità ed inondazioni, riducendo le perdite di vite umane legate a questi eventi disastrosi.

L’obiettivo è quello di evitare questi disastri, e fornire alle autorità pubbliche, insieme agli strumenti necessari per le previsioni meteoriche, mappe di rischio, sistemi di allerta e previsioni ambientali a lungo termine, per questo ci vuole un approccio di tipo multidisciplinare ed esperti impegnati in settori diversi.

Le previsioni sui cambiamenti climatici potranno supportare i politici, sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, a prendere decisioni in settori importanti quali l’alimentazione, l’utilizzo dell’acqua, la sanità, i trasporti, il turismo, l’ambiente ed altre aree strategiche per la società e l’economia, che dovrà divenire sempre più sostenibile.

Capisaldi della struttura informativa sono:

–         un consiglio con il compito di studiare il clima,

–         una banca dati libera e facilmente accessibile e consultabile,

–         un focus sui modelli climatici e previsionali,

–         un forte sistema informativo ed un programma applicativo di nuova generazione.

Questa struttura internazionale in grado di fornire informazioni sulla variabilità ed i mutamenti climatici ha già trovato l’appoggio di 15 tra capi di Stato e di Governo, e più di 80 Ministri hanno manifestato interesse insieme alle delegazioni in rappresentanza di 150 paesi.

(Fonte Arpat)