Una «road map» per il clima

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I lavori della Conferenza su clima e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo e Sud Est Europa in vista della Conferenza di Copenhagen. Clini: «Montenegro importante per sperimentare misure regionali. Da Budva un programma d’azione comune»

«Sono già oltre 100 i progetti realizzati nell’ambito degli accordi bilaterali di cooperazione ambientale sottoscritti dal ministero italiano dell’Ambiente con i Paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Europa Sud Orientale. In quest’ultima area si è concentrato ben il 60% di questi stessi progetti, a partire dal Montenegro». È quanto ha sottolineato il sottosegretario italiano all’Ambiente, on. Roberto Menia, aprendo i lavori della conferenza «Il Cambiamento Climatico e lo Sviluppo Sostenibile nelle Regioni del Mediterraneo e del Sud Est Europa», in corso fino al 17 ottobre a Budva (Montenegro) e organizzata dal ministero per la Pianificazione del Territorio e dell’Ambiente del Montenegro e dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano.

«I progetti, gli investimenti e la crescente presenza di imprese, saperi e tecnologie italiane – ha aggiunto Menia – fanno del nostro Paese il partner di riferimento e un modello per il Montenegro, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo delle sfide ambientali poste dalla grande questione dei cambiamenti climatici, a livello globale».

A introdurre i lavori, cui partecipano oltre 350 tra esperti, tecnici e rappresentanti di organizzazioni internazionali, per stabilire linee di azione comune in vista della prossima Conferenza di Copenhagen, è stato il Primo Ministro del Governo del Montenegro, Milo ?ukanovi?, che dopo aver sottolineato la comune volontà dei Paesi del Sud Est Europa e del Mediterraneo «di affrontare in modo coordinato e cooperativo le cause dei cambiamenti climatici e i loro effetti sul concetto di sviluppo sostenibile», ha suggerito che uno degli obiettivi della Conferenza sia «la creazione di una struttura multi-dimensionale di coordinamento tra le autorità competenti dei nostri Paesi. Ad esempio, in Montenegro – ha proseguito – siamo molto soddisfatti dell’immediatezza e dell’efficacia della cooperazione che il nostro ministero della Pianificazione Territoriale ha stabilito con il ministero italiano dell’Ambiente».

?ukanovi?, inoltre, ha espresso l’auspicio che nella conferenza «vengano individuati i modelli per un’efficace integrazione delle misure di mitigazione e adattamento degli effetti dei cambiamenti climatici nelle politiche settoriali dello sviluppo del turismo e della pianificazione dello spazio».

Il direttore del ministero italiano dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sottolineato che «da Budva partirà una vera e propria “road map”, cioè un programma regionale per affrontare i temi del cambiamento climatico sia sul versante della riduzione delle emissioni, sia su quello dell’identificazione delle misure per proteggere il territorio dagli stessi cambiamenti climatici».

Sessanta i progetti attualmente in corso nei Balcani, nell’ambito degli accordi bilaterali di cooperazione ambientale con il Ministero italiano, di cui 25 nel Montenegro. «Il Montenegro è un caso molto interessante – ha detto Clini – perché può testare la pianificazione delle misure e la loro implementazione in modo facile, sia per le dimensioni limitate, sia per l’organizzazione molto leggera. Il Paese sta avendo una grande crescita economica anche in uno dei settori più delicati per l’ambiente come il turismo, e in questo campo – ha aggiunto – stiamo lavorando insieme per indirizzare lo sviluppo in modo sostenibile, riducendo l’impatto dell’uso intensivo della zona costiera».

Anche Branimir Gvozdenovic´, ministro della Pianificazione del Territorio e dell’Ambiente del Montenegro,Predrag Nenezic´, ministro del Turismo del Montenegro,Nexhati Jakupi, ministro dell’Ambiente della Macedonia eOliver Duli?, ministro dell’Ambiente della Serbia, hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di uno scambio di esperienze e conoscenze volto a stabilire una linea di azione comune per la cooperazione nei Balcani sull’adattamento e la riduzione degli effetti dei cambiamenti climatici.

«I Paesi in via di integrazione Euro Atlantica – ha dichiarato Duli? – devono percorrere questa strada che è molto costosa, ma necessaria. La Serbia – ha aggiunto – è disponibile ad assumere obblighi e a cambiare stili di vita per favorire un’economia verde. Anche se le principali produttrici di emissioni di CO2 sono le grandi economie – ha rilevato – ciascuno deve fare la sua parte».

La cooperazione bilaterale tra il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano ed il ministero per il Turismo e Ambiente del Montenegro è iniziata nel 2004 con la firma del MoU «Cooperazione per la protezione dell’Ambiente». Il supporto da parte italiana, relativo all’attuazione del Protocollo di Kyoto, è mirato alla valutazione delle opportunità per i Clean Development Mechanism nei settori dell’energia, dei rifiuti, delle foreste.

«Guardiamo con rinnovato impegno comune alla questione dei cambiamenti climatici – ha aggiunto Menia – partendo da questo osservatorio del Mediterraneo e del Sud Est Europa, che rappresenta una frontiera meteorologica. Gli scenari climatici per la regione del Mediterraneo dell’Europa Sud Orientale – ha precisato – indicano il rischio di un sensibile aumento di temperatura al suolo e una forte diminuzione delle precipitazioni, ponendo sottopressione risorse idriche già critiche in larghe zone di questa regione».

Menia ha poi sottolineato le esperienze italiane trasferite in Montenegro per il monitoraggio della qualità dell’aria, la depurazione delle acque e la gestione della risorsa idrica, ma anche gli ingenti investimenti fatti in loco da imprese basate in Italia. «C’è molto interesse nel settore dell’energia idroelettrica e il governo locale sta puntando molto sul turismo ecosostenibile – ha detto il Sottosegretario – e anche in questo campo l’Italia può dare un grosso contributo in termini di modelli di successo esportabili. Senza contare – ha evidenziato – i forti e significativi legami storici e culturali tra Italia e Montenegro e il resto dei Balcani».

Menia si è poi soffermato sull’iniziativa Adriatico-Ionica, strumento avviato nel 2000 per rafforzare la cooperazione tra le due sponde adriatiche anche in materia di ambiente, di cui fanno parte 8 Paesi (Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Italia, Grecia, Slovenia, Serbia e Montenegro). «Sui progetti comuni – ha detto – dovrebbero convergere finanziamenti comunitari per assicurare un più stretto dialogo tra l’iniziativa Adriatico-Ionica e l’Unione europea, anche nell’ottica di un consolidamento delle prospettive europee per i Paesi membri dell’Iniziativa e non ancora membri dell’Unione».

I lavori della conferenza proseguiranno domani con gli interventi di Jean-Claude Baumgarten, Presidente del Wttc, Luigi Cabrini, Director of Sustainable Development Unwto, Roberto Schmid, Capo del Comitato Scientifico dell’Expo Bureau Milano 2015, Pellum Abeshi, Segretario Generale dell’Albania, Marta Szigeti Bonifert, Direttore Esecutivo del Regional Environment Centre di Budapest, Martina Hauser, Coordinatrice della Environment Task Force per il Centro Est Europa del ministero italiano dell’Ambiente, Sergio Barbanti, Ambasciatore della Repubblica italiana in Montenegro.

(Fonte Orange PR)