Sostenibilità – L’Italia è al 15° posto

242

La Fondazione Eni Enrico Mattei ha presentato il suo nuovo Indice di Sostenibilità costruito per valutare in una sola misura lo sviluppo economico, sociale e ambientale di ogni paese

Garantire opportunità di sviluppo economico preservando il benessere delle generazioni future è la questione cruciale che i governi oggi devono affrontare. Proprio in questi giorni i governi di tutti i Paesi del mondo sono riuniti a Copenhagen per trovare un accordo sulle future politiche per il clima. Ma quali conseguenze avranno gli accordi presi a Copenhagen sulle nostre economie, sull’ambiente e sulla società?
E quali impatti avranno altre politiche ambientali, sociali o più strettamente economiche sul benessere delle generazioni presenti e future?
Per rispondere a queste domande è necessario dare un numero alla sostenibilità, e misurare la performance di un paese in termini di sviluppo sostenibile sia nel presente sia nel futuro, anche in funzione delle scelte sulle future politiche di natura ambientale, sociale ed economica.

La Feem ha presentato oggi il suo nuovo Indice di Sostenibilità, il primo indice aggregato in grado di misurare la sostenibilità, e di confrontare la sostenibilità tra paesi e nel tempo. Costruito da una selezione di indicatori economici, sociali e ambientali estratti dalle fonti internazionali più riconosciute ed autorevoli, l’Indice di Sostenibilità Feem sintetizza le informazioni incluse in ognuno dei suoi componenti, utilizzando un nuovo metodo di aggregazione che sfrutta tutte le possibili interazioni tra gli indicatori.
Grazie alla sua costruzione all’interno di un modello di equilibrio economico generale, Ices (Intertemporal Computable Equilibrium System), gli indicatori dell’Indice di Sostenibilità Feem vengono proiettati nel tempo per costruire un indice aggregato fino al 2020 capace di incorporare gli effetti di politiche specifiche, in modo da valutare quale sia l’effetto di quelle politiche sulla sostenibilità dei diversi paesi. L’indice consente dunque di analizzare l’effetto di politiche sociali, economiche e ambientali (quali ad esempio i futuri accordi sul clima attualmente in discussione a Copenhagen) sulla sostenibilità futura dei vari paesi nel mondo.

Ma come ci posizioniamo noi, Paese Italia, nella classifica mondiale della sostenibilità?
Tra le quaranta regioni incluse nell’analisi dell’Indice di Sostenibilità Feem, nel 2009 l’Italia si attesta al quindicesimo posto, superando in Europa solo Spagna, Portogallo, Grecia e i paesi dell’Est. Il risultato non brillante dell’Italia è dovuto soprattutto alla scarsa performance della componente ambientale dell’indice, rispetto alla quale l’Italia occupa solo il ventiseiesimo posto.
Ai primi tre posti nella classifica mondiale dell’indice si trovano Svezia (n.1), Finlandia (n.2) e Canada (n.3), tutti virtuosi sotto il profilo ambientale, sociale ed economico.

E come cambia la sostenibilità dell’Italia in un ipotetico scenario futuro di sviluppo più sostenibile?
L’introduzione di una politica di sviluppo sostenibile volta a conseguire entro il 2020 politiche ambientali (riduzione delle emissioni dei gas serra e più efficiente utilizzo delle risorse idriche), sociali (maggiori investimenti nei settori dell’educazione e della sanità) e di diffusione di nuove tecnologie, porta a un netto miglioramento dell’indice di sostenibilità dell’Italia, pur mantenendola all’incirca nella stessa posizione nella classifica mondiale. A beneficiare della politica di sviluppo sostenibile ipotizzata in Italia è soprattutto la componente ambientale dell’indice, che aumenta di più dell’11% il suo valore.

L’Indice di Sostenibilità Feem è consultabile su un sito interattivo che offre agli utenti gli strumenti per calcolare l’indice, nelle sue varie componenti, nei paesi di interesse, produrre scenari di previsione sulla sostenibilità dei vari paesi nel mondo, valutare l’effetto dell’introduzione di politiche per la sostenibilità su questi scenari, studiare la posizione dell’Italia nel ranking mondiale e quali politiche potrebbero migliorare la nostra sostenibilità nel prossimo futuro.

(Fonte Feem)