Il Gran Paradiso ha il suo Piano

361

Approvati anche il regolamento ed il Piano Pluriennale Economico Sociale. Ora inizia la trafila per l’adozione definitiva

Durante l’ultima seduta del Consiglio Direttivo, l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso ha adottato all’unanimità il Piano del Parco, il più importante strumento di pianificazione previsto dalla legge quadro sulle aree protette.

Al Piano spetta infatti la disciplina della tutela dei valori naturali, ambientali, storici, culturali e tradizionali del Parco, oltre all’organizzazione del territorio in aree caratterizzate da diverse forme di uso e salvaguardia (zone a riserva integrale, generale orientata, agricole e di promozione economico-sociale). Stabilisce inoltre i vincoli di destinazione delle varie aree, individuando sistemi di accessibilità veicolare e pedonale (con particolare riguardo a percorsi, accessi e strutture riservati a disabili ed anziani), i servizi per la gestione e la funzione sociale del parco (come musei, centri visitatori, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche) e fornisce indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere.

L’approvazione del Piano da parte del Consiglio costituisce il primo passo di un percorso che prevede la sua adozione da parte delle regioni Piemonte e Valle d’Aosta e l’apertura delle fasi di pubblicazione e delle osservazioni. Dopo aver trovato un’intesa tra Ente Parco, Regioni e, limitatamente alle zone di promozione economica e sociale, Comuni, il piano verrà definitivamente approvato.

Nella stessa seduta il Consiglio ha anche adottato, sempre all’unanimità, il Regolamento del Parco, che disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il suo territorio, allo scopo di garantire il rispetto delle caratteristiche naturali, storiche e culturali locali proprie di ogni parco. Il nuovo Regolamento prevede nuovi strumenti di semplificazione per il rilascio dei nulla osta, venendo incontro alle esigenze dei cittadini e dei residenti nell’area protetta.

Altro elemento importante relativo alla pianificazione, su cui il Consiglio si è espresso favorevolmente dopo l’approvazione della Comunità del Parco nel luglio scorso, è il Piano Pluriennale Economico e Sociale (Ppes) per la promozione delle attività compatibili. Volto a favorire lo sviluppo economico e sociale delle collettività residenti nel parco e nelle zone adiacenti, prevede cinque progetti strategici (fare impresa, creare qualità, promuovere il territorio, un territorio per la ricerca e fare comunità), il cui sviluppo riguarderà la valorizzazione della rete sentieristica, il rafforzamento dell’immagine, della capacità di iniziativa del Parco e del suo radicamento nel sistema locale.

Il Presidente del Parco, Giovanni Picco, ha così commentato lo storico passo: «Dopo parecchi anni di studi e parziali elaborazioni approdiamo finalmente alla fase finale dell’approvazione del Piano, che il ministero dell’Ambiente dovrà sancire. È un’importante traguardo il consenso delle realtà territoriali cui competerà il concorso nella gestione del Piano. Il Piano del Parco è in realtà non solo un documento di tutela e conservazione, ma anche e soprattutto dei possibili futuribili che le attività delle popolazioni residenti dovranno continuare a sviluppare, in un crescendo di compatibilità con la biodiversità. Mai più conflitti, ma responsabilità comuni di residenti, operatori e turisti».

Osvaldo Naudin, Presidente della Comunità del Parco: «È stato compiuto un altro importante passo avanti ed ora vediamo con piacere arrivare la fine di un lungo tragitto, compiuto attraverso il confronto e con il concorso della comunità locale. Riteniamo che si tratti di un buon risultato sia per la Comunità del Parco, sia per il Parco stesso».

Il Piano del Parco

La costruzione del Piano del Parco è passata attraverso un percorso iniziato con la sua redazione da parte del gruppo di progettazione, attraverso una serie di incontri con gli enti locali ed assemblee pubbliche. Volendo favorire fin dalle prime fasi il confronto, il progetto di Piano è stato trasmesso alle due Regioni ed agli enti locali perché fosse esaminato e potessero giungere, in fase di pre-adozione, osservazioni e proposte di modifica. La Commissione pianificazione dell’Ente Parco, supportata dalla Direzione e dalla struttura tecnica dell’Ente, ha quindi intrapreso un lungo e faticoso lavoro che tra riunioni, incontri e tavoli di concertazione ha visto una cinquantina di occasioni di confronto. Un primo interessante risultato è stato l’approvazione all’unanimità nell’aprile di quest’anno da parte della Comunità del Parco, seppur con alcune osservazioni, della bozza di Piano andata in approvazione del Consiglio Direttivo.

Il Gran Paradiso è un’area a grande vocazione naturale; non deve per cui stupire che circa il 48,4% del territorio protetto sia stato individuato come riserva integrale (comprendente vette, deserti nivali e morenici e ambienti di alta quota, praterie alpine, zone umide, rocce e macereti), dove l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità. Le riserve generali orientate comprendono il 49% del territorio: aree boschive e pascoli in cui è prevista la gestione attiva e nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio; sono consentite le utilizzazioni produttive tradizionali, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, nonché interventi di gestione delle risorse naturali a cura dell’Ente Parco. Le zone agricole di protezione, comprendenti le aree prative del fondo valle, le aree limitrofe in abbandono recuperabili ai fini agricoli, rappresentano il 2,4%. Infine, le zone di promozione economico-sociale e gli aggregati di interesse storico-culturale (comprendenti le aree urbanizzate o urbanizzabili definite sulla base delle previsioni dei piani regolatori, e le aree interessate da strutture storiche, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori) costituiscono lo 0,21% dell’area protetta.

(Parco Nazionale Gran Paradiso)