Una Direttiva per farci respirare meglio

251

Med Ippc Net è un’iniziativa comunitaria nei paesi del Mediterraneo per rafforzare e migliorare l’applicazione della normativa sul controllo integrato e sulla prevenzione dell’inquinamento industriale

La direttiva Ippc 2008/1/EC (Integrated Prevention Pollution Control), e tutta la normativa sulle emissioni industriali svolge una funzione importante per la tutela e il miglioramento dell’ambiente e della salute dei cittadini europei.

Ha per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento proveniente dalle circa 52.000 attività presenti nell’Unione europea, che per tipologia di impianto, sostanze utilizzate sono considerate altamente inquinanti. Si pensi che questi impianti sono tra i principali responsabili delle emissioni complessive dei più importanti inquinanti presenti in atmosfera (rappresentano infatti l’83% del biossido di zolfo, il 34% degli ossidi di azoto, il 43 % delle polveri e il 55% dei composti organici volatili emessi; Fonte Commissione europea). Ma le loro ripercussioni ambientali non si limitano all’atmosfera e comprendono anche le emissioni nelle acque e nel suolo, la produzione di rifiuti e il consumo di energia.

La direttiva, che abroga la precedente direttiva 61/1996 recepita in Italia dal decreto legislativo 59/2005 prevede misure intese a evitare oppure, qualora non sia possibile, a ridurre le emissioni delle suddette attività nell’aria, nell’acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso e migliora, correggendo, alcune regole che nella precedente direttiva erano risultate deboli o di difficile attuazione.

In Italia gli impianti rientranti nell’ambito di applicazione della normativa Ippc sono circa 5.600 di questi 560 sono ubicati in Regione Piemonte.

La consapevolezza dell’impatto ambientale generato da questi impianti, ha portato gli stati membri a compiere grandi sforzi per l’applicazione della normativa sull’Ippc. Tuttavia la Commissione europea ha rilevato una serie di problemi che stanno limitando una piena ed efficace attuazione della normativa in questione, che sono principalmente rappresentati dai diversi approcci amministrativi e dall’insufficiente applicazione delle migliori tecniche disponibili (Bat nella versione anglosassone: tecniche impiantistiche da adottare negli impianti sulla base di documenti approvati dall’Ue i cosiddetti Bref-Bat referements). Questa situazione oltre a non sviluppare gli effetti positivi su ambiente e salute connessi alla strategia dell’Ippc contribuisce a mantenere distorsioni a livello di concorrenza economica. Gli ulteriori elementi critici sono dovuti a definizioni poco chiare in merito alle ispezioni e al riesame delle autorizzazioni, generando tra i vari paesi notevoli differenze a livello di applicazione delle normative.

Il processo di attuazione della direttiva e della sua integrazione nei paesi dell’Unione seppur con difficoltà è iniziato, è pressoché conclusa la fase autorizzativa ed è partita la fase dei controlli.

Il raggiungimento degli obiettivi di riduzione ed eliminazione dell’inquinamento richiede sforzi non indifferenti per le aziende, che devono tendere al continuo miglioramento delle proprie prestazioni ambientali e che si deve coniugare con il miglioramento dell’efficienza economica dell’impresa stessa e per la pubblica amministrazione, che deve migliorare la propria capacità prescrittiva e di analisi dei cicli produttivi per redigere autorizzazioni conformi alle indicazioni degli organismi comunitari ed in linea con gli obiettivi della normativa nonché di miglioramento dell’efficienza dei controlli.

Il processo è costantemente monitorato e studiato dall’Unione europea che con lo strumento dei progetti comunitari finanzia studi che permettono di migliorare, uniformare e rafforzare l’applicazione di questa importante normativa.

È in tale contesto che il progetto di cooperazione interistituzionale mediterranea, denominato Programma Med, ha autorizzato il progetto: «Med-Ippc-Net Network for strengthening and improving the implementation of the European Directive 96/61/EC regarding the Integrated Pollution Prevention and Control in the Mediterranean» cui Arpa Piemonte partecipa.

Il progetto ha lo scopo di stabilire un insieme di criteri comuni per sostenere un buon recepimento degli indirizzi comunitari nei quadri di riferimento normativi dei Paesi del Mediterraneo. Partecipano in qualità di capo progetto l’Istitut Andaluz de Tecnologia di Siviglia e di partner: la Junta de Andalucia, la Generalitat Valenciana, Arpa Piemonte, Arpa Sicilia, Eurobic Toscana Sud S.p.A., Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna, Scientific Research Bistra Slovenia, Environmental Centre of Kozani Grecia.

Attraverso lo studio delle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) rilasciate per quattro settori produttivi, che per numero e diffusione risultano essere i più rappresentativi nei paesi che partecipano al progetto saranno analizzati:

– l’applicazione dell’Ippc in funzione del quadro di riferimento normativo;

– l’applicazione delle migliori tecniche disponibili;

– le procedure amministrative utilizzate per il rilascio delle Aia;

– il sistema dei controlli e delle ispezioni;

– le prescrizioni contenute nelle singole Aia.

Il lavoro sarà poi sviluppato definendo una metodologia comune che permetta di fornire indicazioni omogenee ed applicabili in maniera uguale, in tutti settori e in tutti i paesi dell’area mediterranea per quanto riguarda i contenuti delle domande e degli atti autorizzativi, i controlli, la valutazione dell’efficienza della norma individuando indicatori sintetici che diano evidenza del miglioramento delle prestazioni ambientali degli impianti e la conseguente ricaduta a livello di area vasta. L’uso della metodologia, presuppone un grande uso di carta, di dati e di informazioni che in funzione dell’elevato numero di impianti necessita di sistemi di gestione sostenibili ed efficienti. Allo scopo si cercherà di realizzare un applicativo informatico che faciliti l’uso della suddetta metodologia.

Il progetto prevede la sperimentazione della metodologia in un settore industriale per ogni regione dei paesi partecipanti al progetto.

Notevole importanza è data alla comunicazione e alla diffusione dei risultati del progetto che prevede articoli da pubblicare sui giornali e/o siti web locali, workshop e seminari con le autorità competenti e gli stakeholder secondo un rigoroso programma di comunicazione.

Arpa Piemonte ha presentato il progetto in tutte le sue parti alle Province Piemontesi e alle associazioni di categoria al fine di ottenere il massimo della collaborazione possibile e stabilire una rete per la costante informazione degli sviluppi e dei risultati dello stesso.

Il progetto durerà tre anni a partire da maggio 2009 e sarà realizzato per Arpa Piemonte dai Dipartimenti Provinciali dell’Agenzia sotto la responsabilità della dott.ssa Annamaria Livraga del Dipartimento Provinciale di Vercelli.

Per informazioni e comunicazioni a.livraga@arpa.piemonte.it, m.boasso@arpa.piemonte.it.