I precari del tetto convocati dal Ministro

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L’incontro per lunedì per verificare la possibilità di una soluzione. Gli obiettivi dei ricercatori dopo 40 giorni d’occupazione

Il 2010, oltre che con il Capodanno sul tetto e la fiaccolata nel quartiere di Casalotti, a Roma, in favore dei precari dell’Ispra, si apre con una dichiarazione del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che lo considera «un anno decisivo per costruire una nuova, più salda e consapevole progettualità per l’ambiente. Ed in questa direzione le parole del Papa Ratzinger e del presidente Napolitano rappresentano il più autorevole sostegno al nostro impegno».

Salutando positivamente la presa di posizione del Ministro, i ricercatori attendono fiduciosi lunedì 4 gennaio, quando la ministra incontrerà una delegazione di occupanti del tetto dell’Ispra, che da 40 giorni proseguono la loro protesta contro l’allontanamento di oltre 400 lavoratori precari, circa un terzo di tutto il personale dell’Istituto: obiettivo dell’incontro è verificare, secondo una nota dello stesso Ministro, «la possibilità di individuare una soluzione per quelle professionalità che non hanno trovato una opportunità di stabilizzazione in questi mesi». Nel pomeriggio, la delegazione del tetto e le organizzazioni sindacali incontreranno anche i rappresentanti del ministero della Funzione pubblica.

Accogliendo quello che sembra essere un inizio di trattativa seria, i lavoratori tengono comunque a ribadire, partendo dal presupposto che tutti i contratti in essere al momento dell’occupazione devono essere rinnovati, quelli che sono gli obiettivi finali della mobilitazione:

  • Riconoscimento del loro ruolo di lavoratori subordinati ed adozione, da parte dell’Istituto di un piano per la graduale immissione in ruolo di tutto il personale precario, secondo quando già attuato in altri enti pubblici di ricerca
  • Attivazione di un piano di rientro di tutti i lavoratori allontanati nel corso del 2009.

Intanto, grazie all’occupazione, oggi alcuni dei ricercatori che si trovano sul tetto sono potuti intervenire a sostegno delle capitanerie di porto di Anzio e Torvaianica, nel salvataggio di una tartaruga marina spiaggiata nel basso Lazio. Un intervento che sarebbe stato impossibile senza la mobilitazione, visto che in questi giorni le sedi dell’Ispra sono chiuse e i ricercatori che si sono occupati del problema hanno il contratto già scaduto.