Il Who detta i tempi per ridurre gli impatti sulla salute

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I Ministri di 53 Paesi dell’area paneuropea adottano la «Dichiarazione di Parma». Approvata l’integrazione delle questioni sanitarie nelle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti del clima e nelle politiche di sviluppo economico

È stata adottata la «Dichiarazione di Parma» a conclusione della V Conferenza ministeriale su Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, Who), che si è svolta recentemente a Parma.

I Ministri di 53 Paesi dell’area paneuropea hanno approvato la Dichiarazione che mira a ridurre gli impatti avversi sulla salute connessi alle problematiche ambientali, con un piano decennale che indica impegni politici e, significativamente, per la prima volta fissa precise scadenze per il raggiungimento degli obiettivi. La Dichiarazione è stata firmata dal ministro dell’Ambiente italiano Stefania Prestigiacomo e dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, a nome degli Stati membri della Regione europea della Who, e dal Direttore Regionale Zsuzsanna Jakab.

In particolare, i governi si sono impegnati ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e a ridurre le disuguaglianze sociali e di genere legate all’esposizione al rischio. Inoltre, hanno approvato l’integrazione delle questioni sanitarie nelle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti del clima e nelle politiche di sviluppo economico.

Un nuovo quadro d’azione europeo, intitolato «Tutela della salute in un ambiente minacciato dai cambiamenti climatici» («Protecting health in an environment challenged by climate change») che identifica i prossimi passi e le priorità per un’azione nazionale ed internazionale coordinate, sarà la base dei futuri lavori.

I delegati, nel corso della Conferenza, hanno inoltre evidenziato l’esigenza di ridurre le emissioni di gas serra nel settore della sanità pubblica, caratterizzato da un’elevata intensità energetica in tutti i Paesi. Un’altra priorità è rappresentata dal rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, preparazione e allerta preventiva per gli eventi meteorologici estremi e le epidemie.

Fonti ed ulteriori informazioni

(Fonte Ipcc Focal Point Italia)