Rifiuti elettronici – L’Italia vuole recuperare il gap con l’Europa

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Per la prima volta in Italia una Tavola Rotonda che mette a confronto i sistemi di raccolta di diversi paesi europei. Confronto fra Italia e gli altri Paesi dell’Unione: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna

Per la prima volta i principali consorzi europei di raccolta di sorgenti luminose esauste, operanti nei Paesi più significativi d’Europa quanto a dimensione dei rispettivi mercati, discutono sulla normativa europea in materia di Raee, ed illustrano gli sforzi fin qui compiuti su scala continentale per analizzare, insieme con le istituzioni, come progredire verso gli obiettivi di raccolta previsti dalla legge in un momento cruciale per il futuro della nuova Direttiva comunitaria. Infatti nel mese di giugno sarà portata in Seduta Plenaria presso la Commissione europea la proposta di modifica della Direttiva Raee (COM 2008 0810), depositata il 3 dicembre 2008 e già adottata nello scorso febbraio dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo (con Relatore Karl-Heinz Florenz), nell’ambito della procedura di codecisione.

L’evento, organizzato da Ecolamp, il consorzio fondato in Italia dai produttori di sorgenti luminose per adempiere al meglio agli obblighi di legge relativi alla raccolta e al trattamento dei Raee, e da subito sostenuto dal ministero dell’Ambiente e dalla Presidenza della Commissione ambiente della Camera, si tiene in un momento di grande slancio del sistema, che coincide con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 65 dell’8 marzo 2010 (cosiddetto «Decreto Semplificazioni», o «uno contro uno»), che a partire dal 18 giugno prossimo consentirà al cittadino che acquista una nuova apparecchiatura elettronica di lasciare al negoziante quella vecchia. Un grande passo avanti verso il raggiungimento degli obiettivi di raccolta fissati, soprattutto nel segmento delle «Apparecchiature per illuminazione» che pure ha segnato percentuali di incremento nella raccolta notevoli nell’ultimo anno.

«Con questo provvedimento – afferma il Capo della Segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente Luigi Pelaggi – è stato compiuto un ulteriore passo verso la razionalizzazione in materia di gestione dei Raee, salvaguardando l’ambiente e agevolando i cittadini nella dismissione delle loro apparecchiature non più funzionanti. Questo decreto consentirà, inoltre, di incrementare in maniera sensibile la raccolta di tali rifiuti, evitando la loro dispersione nell’ambiente naturale e, nel contempo, faciliterà il raggiungimento degli obiettivi di raccolta e recupero stabiliti dalle norme europee e nazionali. Per conseguire tali obiettivi è ipotizzabile, in una prospettiva futura, che la gestione dei Raee nel suo complesso possa confluire nel nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) al fine di riportare in una logica unitaria la gestione di questa tipologia di rifiuti e assicurando, in tal modo, una informazione in tempo reale sulla loro movimentazione e destinazione finale».

«Con il decreto appena approvato – aggiunge il Direttore Generale del Consorzio Ecolamp Fabrizio D’Amico – i cittadini potranno finalmente beneficiare di una modalità di raccolta da tempo prevista, ed oggi siamo qui ad esprimere la nostra soddisfazione. Ma dobbiamo anche ammettere che, tra tutti i Raee che la normativa obbliga a raccogliere, le sorgenti luminose sono quelle che meno hanno potuto contribuire ai risultati ottenuti fino ad oggi da tutti i sistemi collettivi di raccolta: le lampadine a basso consumo hanno scontato di più il ritardo nell’emanazione dei decreti di semplificazione per i distributori, e i dati di raccolta ce le dicono con chiarezza. Inoltre, poiché il grosso della raccolta potrebbe provenire dal mondo degli installatori professionali, che non sono ammessi nelle isole ecologiche, sappiamo che ancora oggi non intercettiamo quantitativi di rifiuti paragonabili a quelli degli altri Paesi d’Europa, simili all’Italia per dimensioni del mercato e della popolazione. Vogliamo dunque individuare, di concerto con le istituzioni e con i soggetti attivi nella raccolta dei Raee, le migliori soluzioni possibili per far crescere in tempi rapidi i volumi di lampade raccolte. Ce lo chiedono le leggi italiane, le direttive dell’Europa attuali e future, gli stessi consumatori che pagano l’ecocontributo al momento dell’acquisto».

Più in generale, come afferma il Presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, on. Angelo Alessandri, «rendere più semplice ed efficiente il sistema di raccolta e trattamento dei Raee significa contenere i costi per la collettività e migliorare la tutela dell’ambiente. È importante il dialogo tra il mondo delle imprese e quello delle istituzioni per trovare insieme le migliori soluzioni possibili a problematiche ambientali di interesse comune».

(Fonte Conca Delachi srl)