Inquinamento – Ogni lombardo vivrà 18 mesi in meno

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Hans Jorg Schwander non ha esitato a definire «una situazione criminale» quella che viene disegnata dai dati dalla ricerca Jrc

«Una situazione criminale»… questa la lapidaria affermazione di Hans Jorg Schwander a commento dei dati che emergono dal rapporto del Centro ricerche Jrc di Ispra sull’inquinamento in Lombardia. Il direttore della Innovation Academy di Friburgo non usa giri di parole davanti al dato secondo cui ogni lombardo vivrà 18 mesi in meno rispetto ai cittadini di altre regioni.

Tra gli spunti di discussione emersi nel corso del convegno «Prospettive sostenibili del territorio metropolitano», organizzato ieri dall’Associazione Rinenergy presso la Regione Lombardia, grande preoccupazione hanno suscitato tra i partecipanti i dati della ricerca di Jrc sulla qualità dell’aria in Lombardia, illustrati dalla moderatrice Sylvie Coyaud.

Dalla ricerca emerge che la stima degli effetti dell’inquinamento in Lombardia può dare come risultato una mortalità annua anticipata rispetto ad una situazione di «aria pulita» per 13.500/27.000 persone. In Lombardia si vive fino a 18 mesi in meno che nelle altre regioni e ci sono circa 30 ricoveri al giorno per patologie legate ad asma e problemi respiratori dovuti allo smog.

Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti di enti e istituzioni i quali non si sono limitati a commentare la sconfortante situazione della Lombardia, evidenziata dalla ricerca, ma hanno coinvolto la platea con le iniziative in atto sui temi della mobilità e del risparmio energetico, e avanzato proposte concrete. Tra questi Edoardo Croci, ex assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano, e il consigliere regionale della Lombardia Enrico Marcora.

Edoardo Croci, impegnato nelle note proposte referendarie sull’ambiente, ha così commentato i dati della ricerca del Jrc: «Potremmo vivere un anno e mezzo in più se ci fossero delle politiche più incisive per contrastare lo smog soprattutto sul fronte del traffico e sui sistemi di riscaldamento e in particolare si avrebbero minori patologie soprattutto sulle fasce deboli: bambini e anziani. Stiamo lavorando per attuare politiche concrete. Bisogna intervenire sui sistemi di mobilità, riducendo drasticamente l’uso dell’auto e passare a migliori servizi di trasporto pubblico anche con forme innovative come il bike sharing e il bus a chiamata. È poi necessario rinnovare i sistemi energetici e quindi usare meno gasolio, un combustibile che genera troppi elementi inquinanti, e guardare con maggiore attenzione alle fonti rinnovabili».

Enrico Marcora vede a sua volta nei dati di Jrc un ulteriore stimolo per la classe dirigente: «Le politiche ambientali devono essere lungimiranti perché i costi del non fare superano di gran lunga gli investimenti. Migliorare oggi l’ambiente in cui viviamo significa un risparmio futuro anche nelle cure per le malattie legate all’inquinamento». Il consigliere regionale della Lombardia ha annunciato entro la fine dell’anno la presentazione in Consiglio di un progetto di legge incentrato sull’erogazione a tasso zero di finanziamenti ai comuni, con un ritorno per investimenti per le energie rinnovabili. Uno scenario che aiuti i comuni ad aderire al cosiddetto Patto dei sindaci lanciato dalla Commissione europea.

Al convegno anche l’atteso intervento del direttore della Innovation Academy di Friburgo, Hans Jorg Schwander. La città tedesca è riconosciuta per avere applicato fin dagli anni Settanta i più efficaci interventi a favore dell’ecosostenibilità. Schwander non ha esitato a definire «una situazione criminale» quella che viene disegnata dai dati dalla ricerca.

Dice Nicoletta Cova, presidente dell’Associazione Rinenergy: «In questo convegno si sono discusse situazioni preoccupanti e si è vista la voglia di darsi da fare su azioni concrete. Certamente i dati Jrc che evidenziano danni per la salute di otto milioni di persone devono far pensare. Ma soprattutto fare agire. È uno degli obiettivi di questo convegno. Ora auspichiamo che dalle molte parole di buona volontà si passi ai fatti, con la costruzione di una rete di persone e organizzazioni sensibili che nella pratica affrontino in modo sistematico e coordinato i problemi».

(Fonte GreenCom)