Raggiunta la temperatura del dopo big bang

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L’esperimento più direttamente interessato a questo risultato si chiama Alice ed è coordinato da fisici baresi. Raggiunta una temperatura superiore a quella delle stelle più bollenti

I fisici e gli ingegneri del Large Hadron Collider (Lhc) sono riusciti a riprodurre, sia pure per un lasso di tempo brevissimo, la temperatura presente nell’Universo bambino pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang: si tratta di una temperatura di migliaia di miliardi di gradi e, ovvviamente, mai raggiunta prima sul nostro pianeta.

Tutto è avvenuto a seguito dello scontro di due fasci di nuclei di piombo, lanciati in corsa l’uno contro l’altro ad una velocità prossima a quella della luce e con un’energia di 2,75 Tev (ben 14 volte superiore a quella raggiunta nei laboratori americani «concorrenti»): l’urto ha provocato la fusione di protoni e neutroni in un brodo eterogeneo (plasma) la cui temperatura è superiore persino a quella delle stelle più calde.

L’esperimento più direttamente interessato a questo risultato, coordinato da fisici baresi, si chiama Alice (A Large Ion Collider Experiment), che indagherà lo stato primordiale della materia nucleare: il gruppo dei fisici è tra quelli di maggior importanza, ed afferisce alla Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) diretta dal dott. Eugenio Nappi, che precisa: «Alice è uno dei cinque installati nell’anello sotterraneo di 27 chilometri che ospita Lhc, ma è il solo progettato e realizzato proprio per scoprire le proprietà dell’Universo subito dopo il Big Bang, 13 miliardi di anni fa, e analizzare le diverse decine di migliaia di particelle prodotte nelle collisioni dei nuclei di piombo».

(Fonte Newsletter Disti, Elisabetta Durante)