Cancún – Il Pianeta non s’è accorto di nulla

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– Cancún and local governments

Ma l’accordo di Cancún c’è o no? Sembra che la parola d’ordine sia di dire sì. Ma cosa c’è nel «Pacchetto bilanciato» come è stato chiamato? L’impegno a definire tutto nel vertice di Durban del prossimo anno.

Si temeva il rigetto dell’accordo di Kyoto ed invece il «miracolo» della diplomazia è consistito nel non far morire Kyoto nel 2012.

C’è stata la creazione del «Green Climate Fund», un fondo per aiutare i Paesi in via di sviluppo a sostenere l’impatto dei cambiamenti climatici, per proteggere le foreste tropicali e che consentirà ai Paesi di scambiare tecnologie pulite. Ma di certo ci sono 30 miliardi per il periodo 2010-2012, si rilancia la necessità di un impegno di 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2020 ma il fondo verde non è stato quantificato: sarà gestito attraverso un comitato di 40 membri, 15 dei Paesi industrializzati e 25 dei Paesi in via di sviluppo.

E sulle emissioni? Si è raggiunta l’intesa, non scontata, che i Paesi che aderiranno all’accordo del post Kyoto dovranno tagliare le loro emissioni di CO2 da un minimo del 25 ad un massimo del 40%. Come raccomandato dall’Ipcc (il panel intergovernativo di esperti sul riscaldamento globale) per contenere la temperatura globale non aumenti oltre i 2 gradi. Ma è un’intenzione, non c’è nulla di vincolante.

Di certo c’è il successo della presidente della Conferenza, la messicana Patricia Espinosa, e la decisione della Bolivia di ricorrere presso «tutte le istanze internazionali» contro la decisione di spostare il secondo periodo di vigenza del Protocollo di Kyoto.

Insomma non è stata un’altra Copenhagen ma il Pianeta ancora non s’è accorto della differenza.